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Modena, è stato un 2020 quasi da incorniciare per media punti e difesa

Va in archivio un anno tra i migliori dell’ultimo trentennio di storia gialloblù. Giocate solo 25 partite, con molti parametri positivi 

MODENA L’anno che nessuno rimpiangerà (superfluo spiegare i motivi…) sta per andare in archivio. L’anno nuovo, tra le altre cose, pure molto più importanti, dovrebbe anche riportare i calciofili negli stadi. Un momento che i tifosi del Modena aspettano da molti mesi, dato che da marzo solo una piccola parte di loro, e soltanto in alcune partite, ha potuto vedere in gialli dal vivo.

Se il 2020 sarà uno dei pochi anni orfani di rimpianti in tutto il mondo, bisogna però riconoscere che per il Modena non è stato un anno negativo. Non per la società sul piano economico, ma in quanto a risultati sportivi. I numeri, i freddi dati statistici riescono infatti a scaldare un po' il cuore di dirigenti, tecnici e staff: il 2020 è risultato uno degli anni solari migliori nell’ultimo trentennio della storia gialloblù! E’ stato anche uno di quelli in cui i Canarini hanno giocato meno partite di campionato, appena 25, prima per la pandemia, poi per la rinuncia a disputare i play off, che comunque avrebbero portato solo qualche gara in più. Ancora meno incontri in un anno solare c’erano stati solo nel 2017 (17) e nel 2018 (17), allora per il fallimento del club.

Delle 25 partite disputate nel 2020 i gialli ne hanno vinte 13, cioè più della metà e terza miglior percentuale, sempre dal 1990 in poi: un successo ogni 1,92 match. Una media di vittorie più alta si era verificata solamente in due anni particolari, seppure per motivi differenti: nel 2001della Longobarda (1,71, metà in C e metà in B) e nel 2018 (1,54) in cui i Canarini disputarono in tutto le 17 gare del girone d’andata in Serie D. Neanche nel 2000 (2,12) e 2002 (2,18), altri anni di Longobarda, la frequenza di successi fu come nell’anno ancora in corso. La conferma statisticamente più probante di un buon 2020 in casa gialloblù viene però dal criterio principale in questi casi, cioè la media punti totale: la squadra che è sempre stata guidata da Mignani ha conquistato 1,76 punti a gara.

Dal 1990 è la quarta miglior media di una formazione gialloblù, preceduta solo dal 2,23 del 2018 in D, dal 2,08 della solita Longobarda nel 2001 e dall’1,77 del 2019 che per un soffio toglie il terzo gradino del podio al Modena del 2020. Il quale ha pareggiato appena un quinto (5) delle partite, sulla stessa media ancora della squadra di De Biasi (2002) e del 2017. Sette le sconfitte dei gialli di Mignani, cioè una ogni tre partite e mezza, uno score non disprezzabile. Veniamo ai gol. Segnati 26 in 25 gare, in pratica uno a gara o poco più. Cioè, sempre confrontandolo con i dati dei Modena dell’ultimo trentennio, non un ganchè, dato che in 12 anni solari dal ’90 le medie sono state più alte. Nella tenuta difensiva però col Modena di Mignani non ce n’è proprio per nessuno. Quasi per nessuno…

Già miglior difesa (8 reti subite in 17 match) di tutte le categorie professionistiche italiane nella stagione in corso, nel 2020 (15 gol al passivo in 25 partite) ha fatto registrare il quasi primato anche tra i 31 precedenti anni solari. La sua media (1,66 reti subite a incontro) infatti sarebbe stata primato se soltanto, nella storia gialloblù degli ultimi decenni, non fosse all’improvviso comparsa una stella (Longobarda), che nell’anno solare del suo massimo splendore (2001) prendeva gol ogni 1,71 partite. Appena, appena meglio del Modena di oggi. Se però, come termine di paragone pertinente, si deve scomodare così spesso la mitica Longobarda, non sarà forse che questo Modena è sulla strada giusta? —

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