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Dalla Russia a Sassuolo.Antropova: «Con la Green Warriors inseguo i miei sogni»

Top scorer del campionato di A2 femminile, è la stella del futuro

 

Sassuolo. Una vita da film, con una trama mozzafiato: Ekaterina Antropova è molto più di una stella nascente del volley italiano ed internazionale. 202 centimetri di classe, eleganze e bellezza applicata al mondo della pallavolo, Katja, o Kate, come la chiamano le compagne, è giovane, giovanissima, nemmeno maggiorenne, ma già una fuoriclasse e vero status symbol in cui ogni ragazzina si identifica al giorno d’oggi. E se oggi lei incanta ed affascina chi ha il privilegio di vederla giocare, quasi danzare su quel campo di pallavolo dove esprime tutta se stessa, il merito è anche e soprattutto di una madre, Olga, 41 anni, che ha scritto con coraggio e determinazione non comuni la sceneggiatura della splendida favola che stanno vivendo insieme.«Ho sempre creduto che Katja potesse avere una chance nello sport e mi sono battuta al suo fianco perché questa potesse essere la sua strada. Suo padre è stato un professionista nel basket, e lei è nata in Islanda proprio perché lui dal 2001 al 2003 giocava nel Saudarkrokur, io ho praticato la pallamano, come mio papà, la mamma invece l’atletica leggera, mia sorella ha giocato a Nancy nel campionato francese di pallavolo di Serie A».

Vista la famiglia, per Ekaterina il lieto fine era assicurato.
«È vero, e il merito è anche del mio attuale marito Omarov Gamzat, medico sportivo in Russia – prosegue Olga – è stato lui a dire un giorno “Ekaterina deve andare in Italia, lì possono valorizzare le sue qualità”. Da sola non potevo certo lasciarla partire, così abbiamo iniziato questa avventura. Dina Ysakova, una nostra amica che giocava a Reggio Calabria, ci ha invitati per una vacanza mettendoci in contatto con Laura Bruschini a Roma, poi è arrivato l’aiuto di Irina Kirillova e Gianni Caprara che ci hanno fatto conoscere Carmelo Borruto e la società di Sassuolo».
Tutto questo proprio mentre anche la Federazione Russa aveva messo gli occhi su Katja.
«Lei si è allenata con le ragazze della nazionale giovanile russa solo per alcuni giorni, ma se avesse giocato con loro avrebbe poi perso la possibilità di essere tesserata come italiana. Così è iniziato un lungo periodo per ottenere i documenti necessari per me e per Katja, di questo ringraziamo con tutto il nostro cuore Carmelo Borruto. Il primo anno, quando arrivammo, lo abbiamo passato insieme nella foresteria con le altre ragazze delle squadre giovanili, oggi viviamo in un appartamento a Sassuolo».
Più ascolti parlare la mamma e più capisci che lei e la figlia sono un vero e proprio team, affiatato ed unitissimo e con le idee molto chiare.
«Io a Sassuolo sto bene, non è come San Pietroburgo, dove ho vissuto 15 anni – dice Ekaterina – ma ho tutto quello che mi serve in questo momento della mia vita, la scuola, la palestra, compagne fantastiche con cui mi trovo a meraviglia».
In un paio d’anni Katja parla italiano meglio di una italiana.
«All’inizio non è stato semplice, prima di partire avevo cercato di studiare un po’ la lingua, ma un conto è farlo in Russia, un altro vivere qui giorno dopo giorno».
E allora non resta che complimentarsi con un molodec (bravissima), per strapparle un sorriso.
«Grazie, a scuola me la cavo, dal 7 gennaio dovremmo tornare a frequentare in presenza – dice proprio così, in frequenza – vedremo come sarà: io tengo molto allo studio, rispetto alla Russia, dove avrei quasi finito le superiori, qui è diverso, mancano due anni e mezzo, ma darò il massimo per far contenta anche la mamma».
Scuola e pallavolo, pallavolo e scuola, non proprio la giornata classica di una quasi diciottenne.
«Io sono felice di quello che faccio, lo considero un regalo della vita, sono in Italia, gioco a pallavolo, a Sassuolo inseguo i miei sogni». 
Che restano top secret.
«I sogni devono rimanere nei nostri cuori, solo così possono realizzarsi, ma uno ve lo posso svelare: quando saremo di nuovo liberi in questo mondo, quando potremo viaggiare, vorrei fare una vacanza a San Pietroburgo, città bellissima, rivedere le mie amiche, magari andare in montagna dove c’è tanta neve, a me piace tantissimo la neve».
Mai forse però come giocare a pallavolo. Lo sa che Giovanni Guidetti l’ha paragonata a Paola Egonu?
«Grazie a lui per le belle parole, io cerco di migliorare sempre, ma la Egonu resta la Egonu: per battere lei e la sua squadra c’è solo un modo, chiuderle a chiave nello spogliatoio».
A proposito di tecnici: Massimo Barbolini dice che Lei ha un futuro anche da schiacciatrice-ricevitrice.
«A me piace fare l’opposta, è un ruolo bellissimo, poi visto che mi piace anche migliorare, magari un giorno farò l’opposta che riceve».
Che effetto fa essere la top scorer del campionato?
«Amo vincere, quanti punti faccio viene dopo, il mio record è di 34, contro Torino, 40? No, ancora non ci sono riuscita».
Dove può arrivare Sassuolo?
«Siamo giovani e piene di entusiasmo, speriamo tanto di entrare nella Poule Promozione».
Il prossimo anno La aspetta la serie A1 a Scandicci.
«Mi sono allenata con loro, mi ha fatto piacere la gentilezza con cui mi hanno accolto sia i dirigenti che le ragazze di Scandicci».
Tra le tante esperienze anche quella di modella.
«Ho sfilato a Milano per la ditta Hyperice di Anthony Katz con un’altra pallavolista, Floriana Bertone. Mi è stato anche proposto di andare a studiare e giocare in un college negli Stati Uniti».
C’è qualcuno in particolare a cui vuole augurare Buon 2021?
«“S novim Godom”, a mia mamma, alle mie amiche, vicine e lontane, a tutte le mie compagne e a chi ha fatto sì che potessi vivere questo sogno meraviglioso». —