Un Sassuolo bello e gagliardo cede in dieci alla Juventus

I neroverdi di De Zerbi tengono testa ai bianconeri, ma alla lunga pagano l’espulsione a fine primo tempo di Obiang 

Stefano Aravecchia

TORINO. Juventus-Sassuolo si decide al 44’ del primo tempo. Risultato 0-0, neroverdi in controllo e pienamente in partita. L’incauto Pedro Obiang entra duro sulla caviglia di Chiesa, Massa lo ammonisce. Poi si fa convincere da Bonucci a compagni ad andare al Var, riguarda le immagini e cambia il colore del cartellino. Obiang giustamente espulso, Sassuolo in dieci. Un’altra squadra avrebbe potuto mollare, non il Sassuolo che - nonostante la spada di Damocle dell’inferiorità numerica- se l’è giocata alla grande. Andando sotto, riprendendola con Defrel, ma pagando alla lunga l’uomo in meno (e un grave errore difensivo in occasione del 2-1 di Ramsey). Zero punti per la classifica, ma un pieno di applausi e autostima per la prestazione.


Il match dello Stadium tatticamente De Zerbi l’ha preparato bene, tant’è che fino all’espulsione la Juve aveva creato solo un pericolo a Consigli. Ma nel calcio gli episodi sono determinanti nel cambiare la storia di un match. È vero, la Juve ha creato molte più occasioni però anche in dieci, con un 2002 debuttante in campo(Oddei) e senza Berardi e Caputo il Sassuolo ha combattuto a testa alta, senza chiudersi, provando a vincerla contro i campioni d’Italia. E chissà come sarebbe finita in undici contro undici.

ROSSO FATALE

Pirlo conferma Dybala e Ronaldo davanti, consegnando una maglia dal primo minuto sia a McKennie che a Bentancur. In difesa, senza de Ligt, tocca all’ex neroverde Demiral. Morata, recuperato in extremis, si accomoda in panchina. Al Sassuolo manca Berardi, De Zerbi sposta Defrel a destra e sceglie di confermare il buon momento di Traoré, dirottato a sinistra al posto di Boga che parte dalla panchina. Dietro si rivede Chiriches, davanti alla difesa al fianco di Locatelli gioca Obiang. Nel primo tempo tanto possesso e pochi tiri. Ma a parte i gol si vede di tutto. Tre ammoniti, due cambi obbligati per Pirlo e il Sassuolo che chiude in dieci per il rosso a Obiang, dopo un’entrataccia sulla caviglia di Chiesa. Sanzione inevitabile arrivata con l’ausilio del Var anche se il metro di giudizio dell’arbitro Massa non ha convinto del tutto alla luce di altre valutazioni. Detto questo il Sassuolo per tutto il primo tempo tiene testa ai bianconeri, ai quali concede solo una chance con Frabotta. Gli altri rischi arrivano nel recupero dopo l’inferiorità numerica, con Ronaldo e Kulusewski a graziare Consigli.

CUORE E GIOCO

In apertura di ripresa De Zerbi ridisegna un 4-4-1 con Defrel unica punta, inserendo Lopez e Toljan per Caputo e Djuricic. Mentre Pirlo, dopo essere stato costretto a fare entrare Ramsey e Kulusewski per gli infortunati McKennie e Dybala, toglie l’ammonito Betancur per Rabiot. Dopo 6’ dalla ripresa delle ostilità la sblocca Danilo con una fucilata di collo esterno da venti metri. Gran gol. Sembra tutto finito, ma il Sassuolo non muore mai. Nel giro di 7 minuti i neroverdi la raddrizzano: Traoré pesca in area Defrel, controllo a seguire per superare Bonucci e destro secco ad incrociare che batte Szczesny. A metà ripresa De Zerbi si gioca la carta Boga per provare ad approfittare degli spazi che la Juve deve concedere (ma la mossa non paga) e poi fa entrare il 2002 Brian Oddei, attaccante della cantera schierato terzino al debutto in A. Nel finale Kulusewski sale in cattedra, Ronaldo si divora clamorosamente il 2-1. Gol che arriva all’82’ quando Chiriches si addormenta su un cross di Frabotta mettendo fuori gioco Kyriakopoulos, alle loro spalle spunta Ramsey che insacca. E nel recupero c’è gloria anche per Ronaldo per il 3-1.—

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