Quarant’anni di scatti del modenese Pagnotta per raccontare in un libro storie ed eroi azzurri

Raccolta di immagini del 70enne fotografo Alberto Sabattini a corredo dei testi di Italo Cucci e Nicola Calzaretta 

il personaggio

Con Alberto Sabattini staresti a chiacchierare per ore senza annoiarti. È un inesauribile forziere di storie, aneddoti e segreti raccolti e messi a fuoco in oltre quarant’anni di calcio con la sua macchina fotografica. È con lei che ha girato il mondo in lungo e in largo collezionando nove Mondiali (dal 1974 al 2006 «e per due volte ho alzato la coppa» - ci tiene a sottolineare), sette Europei, svariati trofei internazionali («in tutto centocinquanta finali») e un paio di Olimpiadi. Ma soprattutto Sabattini, universalmente conosciuto col soprannome Pagnotta, dal 1999 al 2014 è stato il fotografo ufficiale della Nazionale di calcio italiana che ha seguito ovunque, sempre “sulla notizia” e al passo coi tempi nell’attraversare la rivoluzione della fotografia dal rullino al digitale, dalla bacinella con l’acido per lo sviluppo ad internet.


Nella sua lunga carriera iniziata nel 1963 come assistente nello studio di Lino e Franco Vignoli, Sabattini ha scritto una storia incredibile a suon di scatti. Partendo dal lungo peregrinare nei ritiri delle squadre di A e B per realizzare le immagini che diventavano figurine dell’album Panini, fino a frequentare tutti gli stadi del mondo e diventare per quindici anni il fotografo “titolare” della Nazionale. Non esiste personaggio del mondo del calcio che non conosca o abbia sentito parlare di Pagnotta. Tante le amicizie che il solierese Sabattini ha stretto con dirigenti e giocatori che si sono succeduti in azzurro. Arrivando anche alla ribalta mediatica grazie al rito scaramantico col ct Marcello Lippi al Mondiale 2006 in Germania. Un “cinque” col pugno chiuso prima di ogni partita, ripetuto con successo fino all’apoteosi di Berlino.

«Prima o poi Italo Cucci farà un libro con le mie foto, me l’ha promesso» - diceva Pagnotta -. Il suo sogno ora è realtà: l’ex direttore di Guerin Sportivo, Corriere dello Sport, Quotidiano Nazionale ora alla guida dell’Italpress, assieme a Nicola Calzaretta ha dato alle stampe un libro che si intitola “Azzurro, cercando l’Europa. Una vita a fotografare gli eroi della Nazionale” (edizioni NFC). Per Sabattini è un premio alla carriera. Nelle sue duecento pagine il libro è pieno di “Azzurro”, con 300 foto tutte a colori, intervallate da alcuni interventi di Cucci e Calzaretta. Il primo ha ripercorso l’Italia di ieri fino a quella di oggi: dal suo primo mondiale nel 1962 in Cile, ai successivi undici che ha seguito da inviato, fino all’Italia di Roberto Mancini. Calzaretta, da parte sua, si è addentrato tra i capitani azzurri (89 in totale nella storia: da Calì a Meazza, da Piola a Valentino Mazzola, da Boniperti a Facchetti, da Zoff a Cannavaro, da Buffon a Chiellini), i grandi protagonisti (da Albertosi a De Rossi, passando per Rivera, Riva, Scirea, Pablito Rossi, Baggio, Del Piero, Totti e Pirlo) fino ai “Re per un giorno” (da Anastasi e Boninsegna, fino a Schillaci e Grosso). Il tutto corredato dagli immortali, emozionanti scatti azzurri realizzati dal nostro Pagnotta. Un fuoriclasse che, invece dei piedi, per fare magie ha usato il teleobiettivo.—

STEFANO ARAVECCHIA

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