Quei 120’ nella cella frigorifera I rigori promuovono il Milan

Una non-partita giocata sottozero, una formula che non attrae nessuno Tatarusanu decisivo: para il rigore di Rincon, inutile la resistenza del Toro

MILANO. E’ finita attorno alle 23,30, con diversi gradi sottozero, in uno stadio vuoto, i telespettatori aggrediti dagli sbadigli. Eccolo, l’appeal della Coppa Italia, schiava di una formula vecchia e sbagliata. Che senso ha arrivare a notte fonda a gennaio, in mezzo a un calendario ipercompresso? Ma le scelte sono queste, ed è toccato quindi assistere a una non partita, una lunga sofferenza che si è conclusa come da copione ai calci di rigore dopo qualche fiammata rossonera (due pali) e una strenua resistenza granata. La lotteria dei rigori premia il Milan, grazie al portiere di scorta Tatarusanu che para il tiro di Rincon. In partenza c’è Ibra, che si muove senza problemi, e si vede: il gioco del Milan gravita tutto sul suo totem, con Leao che gli frulla attorno e il piccolo Diaz a collegare centrocampo e attacco. Il Toro, chiuso a doppia mandata con il suo 3-5-2, per 25 minuti incarta i rossoneri, che però poi decidono che è ora di accelerare: rigore sospetto su Diaz liberato da una chicca di Ibra, sinistro di Calabria bloccato da Milinkovic-Savic, destro violentissimo di Ibra di poco alto: anche con una versione riveduta e corretta, i rossoneri non tradiscono mai la filosofia di Pioli: possesso, pressing, ripartenze.

Toro timido, schiacciato, ma quando mette la testa fuori punge: al 37’ Zaza per Gojak che si gira dal limite, sinistro che la volare Tatarusanu.


Durante l’intervallo Pioli ci pensa, e rimodella l’attacco rossonero. La partita di Ibra, ancora convalescente, finisce qui, Leao diventa unica punta con Hauge e Calhanoglu nella linea dei rifinitori. Il turco fa ruggire subito il motore del Milan, Leao da prima punta è tutta un’altra musica: al 49’ Diaz lo libera davanti a Milinkovic che fa un paratone d’istinto. Clamorosa doppia occasione al 56’, quando Milinkovic respinge Calabria e poi Daloit, da due passi, centra il palo. Ora è un assedio. il Toro non esce più: ancora palo esterno dello scatenato Calabria. Gioca il Milan, ma spreca tanto. Nel finale, dopo che Giampaolo ha rinforzato gli ormeggi con diversi cambi, il match ball tocca a Brahim Diaz che la alza da pochi passi. Ineluttabili, arrivano i tempi supplementari, nella ghiacciaia vuota e sottozero di San Siro. Massaggi, bevande calde, una sofferenza per giocatori che devono affrontare partite ogni 72 ore. Pioli le prova tutte, mette anche il ragazzino Olzer per dare energia e un pizzico di incoscienza, ma il muro granata regge senza eccessivi patemi. Nel gelo, i rigori decidono tutto. La serie: Belotti gol, Kessie gol, Lukic gol, Hernandez gol, Lyanco gol, Tonali gol, Rincon parato, Romagnoli gol, Milinkovic-Savic gol, Calhanoglu gol. Milan ai quarti. —