Il Carpi di Foschi si presenta in casa Samb

Il tecnico: «Sono orgoglioso di allenare un club che ha una storia migliore della mia. E inizia un altro campionato»

Enrico Ronchetti

Uno dei più abusati clichè del calcio recita “il girone di ritorno è tutto un altro campionato”, e in casa Carpi non è mai stato vero come quest'anno. La trasferta di oggi sul campo della Sambendettese segna il giro di boa della stagione biancorossa e vede debuttare in panchina mister Luciano Foschi, che da soli due giorni ha ereditato da Pochesci la guida tecnica della squadra della città dei Pio. “Per me è un onore avere la possibilità di allenare il Carpi, che ha una storia sicuramente migliore della mia e con tanta umiltà e tanto rispetto prendo quest’opportunità che per me è una bella occasione. Ringrazio la società che mi ha scelto in una cerchia di altri colleghi”, ha esordito nella sala stampa del Cabassi il tecnico laziale ma ormai reggiano d'adozione. “Abbiamo scelto Foschi perchè nel colloquio che abbiamo avuto è quello che ci ha dato più sensazioni positive soprattutto nella conoscenza della squadra, che ha visto anche dal vivo – spiega il ds biancorosso Andrea Mussi – Ha la grande dote di capire le doti di ogni giocatore e farsi capire dai ragazzi molto velocemente, e questo è importante in un momento come questo”. A Foschi, la società chiede prima di tutto la salvezza: “Ci dobbiamo salvare, la società lo ha ribadito. Il nostro obiettivo sono i 40 punti, se ci arriviamo con 10 giornate d’anticipo potremo guardare avanti – dice Foschi – L’obiettivo della squadra dev’essere quello di giocarsela alla pari con tutti, a prescindere dall’avversario, con rispetto di tutti ma paura di nessuno. Le partite non si preparano mai per pareggiare, la mentalità dev’essere sempre di vincere, poi a volte ci riusciremo a volte meno”. Tempo per lavorare ne avrà però almeno inizialmente solo nei ritagli tra una partita e l'altra delle 9 che attendono il Carpi nei prossimi 30 giorni: “Non possiamo lavorare sull'aspetto fisico, lo faremo di più sulla testa e sulle cose da fare in campo – prosegue Foschi – Tatticamente? Riparto dal 3-4-1-2 di Pochesci, la squadra gioca bene, qualche difetto ce l’ha e stiamo cercando di lavorare su quello che ho visto e che probabilmente avevano visto anche i miei predecessori. Dipende tutto dall’interpretazione, la mia idea è di essere più compatti, più vicini alla palla: sono un allenatore che cerca l’equilibrio, senza mai rinunciare ad andare a fare gol. I ragazzi li ho visti convinti e concentrati, essere giovani in questo momento può essere un


vantaggio”. Il suo cammino inizia dalla Samb: “Hanno giocatori di blasone, sono una squadra forte. Abbiamo lavorato su quello che ho visto a video, sappiamo i loro punti di forza. La carriera di molti loro giocatori parla da sola, abbiamo grande rispetto. Servirà grande concentrazione”. —

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