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Da Simeone a Erlic, il Sassuolo prende sempre gol di testa

Da inizio stagione troppe reti incassate su palle alte e nell’ultimo periodo il problema si è ingigantito 

Due palloni alti finiti in area di rigore sono bastati per mandare al tappeto il Sassuolo contro lo Spezia; apparentemente sono stati episodi negativi, conditi da sfortuna e da errori difensivi, ma è davvero tutto qui? Ripercorrendo il film della stagione neroverde, ci si rende conto come i gol subiti su palle alte non siano casi isolati, ma rivelino una costanza preoccupante e problematica. D’altronde, il debutto in campionato aveva già parlato chiaramente: alla prima contro il Cagliari, i neroverdi erano stati sorpresi da Simeone che, sbucato alle spalle di Ferrari, aveva incornato sul cross di Joao Pedro. Un indizio, però, è solo un indizio. Una sola settimana dopo, però, è toccato a Galabinov sfuggire dietro a Chiriches per spedire in rete di testa, da pochi passi. Due indizi possono essere una coincidenza; eppure, visto che sono poi passate parecchie giornate senza altri episodi simili, il nascente problema è parso superato. A gennaio i nodi sono venuti al pettine. Contro il Genoa, nell’unica vittoria neroverde del 2021, Shomurodov ha svettato tra Ferrari e Ayhan, trovando il provvisorio pareggio. Il terzo indizio fa una prova, e la lacuna difensiva sassolese è diventata lampante, amplificata dal periodo di appannamento generale della squadra. In un amen, il Sassuolo ha incassato gol di testa da praticamente tutti gli avversari incontrati: 5 incornate vincenti negli ultimi 6 incontri, 4 negli ultimi 4 match. Kucka per il Parma, Milinkovic-Savic per la Lazio, Joao Pedro per il Cagliari, Erlic per lo Spezia (e anche la rete di Gyasi nasce da una situazione simile): nell’ultimo periodo, i palloni alti fanno correre brividi lungo la schiena di Consigli. Troppi gol, troppo simili, tanto da sembrare il replay di un’unica rete. Come spiegare la difficoltà? Sicuramente il Sassuolo non è una squadra che fa della stazza e dei centimetri i propri punti di forza, ma non può essere solo quello, visto che tra difensori e centrocampisti ci sono anche ottimi saltatori. Difficoltà di posizionamento? Di concentrazione? O semplicemente di attitudine dei singoli? Difficile rispondere, ma, visto che il problema è stato ampiamente confermato da prove, De Zerbi e il suo staff vorranno approfondire. —