Carpi all’esame dell’ex capolista Sudtirol

Pochesci: «Ben venga questa sfida, avevo più timore dell’Arezzo che a gennaio ha fatto una grande squadra»

Enrico Ronchetti

Per il Carpi non è ancora il momento di alzare la testa dal manubrio. Il ritmo incessante di una gara ogni tre giorni porta oggi al Cabassi il Sudtirol dell’ex Stefano Vecchi. Uno scontro impegnativo che arriva a soli tre giorni dal 3-3 di Arezzo in cui si è rivisto qualcosa del vecchio Carpi (gioco e gol segnati) ma anche qualche difetto dell’ultimo periodo nero (come i tre gol subiti): “In questi due giorni abbiamo lavorato sugli errori commessi, non dobbiamo trovare un colpevole ma migliorare – dice Pochesci –. Nel girone d’andata abbiamo tenuto la porta inviolata per sei volte, non c’è un problema difesa ma dobbiamo lavorare di squadra. A me piace difendere tenendo la palla, non buttandola via, dobbiamo giocare con le nostre qualità, poi se la squadra avversaria ti impone di difenderti fai la fase difensiva, ma per me la miglior difesa è l’attacco”. Un concetto impersonificato da Andrea Venturi, inventato da Pochesci difensore centrale con compiti di impostazione del gioco più che di marcatore puro. Un’arma preziosa in forse per la sfida di oggi: “Se sta bene gioca perché per me è una gran bella realtà, è un mio titolare da sempre. Valutiamo fino all’ultimo le sue condizioni ma se non ce la fa abbiamo pronti ragazzi che stanno facendo bene in allenamento, non ho mai pianto gli assenti”. Tra questi c’è sicuramente Rossini: “La società mi ha dato la disponibilità a prendere un portiere tra gli svincolati ma io ho fiducia nei due ragazzi (Rossi e Pozzi, ndr), che quando hanno giocato mi hanno soddisfatto entrambi”. Il posto lasciato libero in lista non sarà dunque riservato ad un altro portiere ma per un innesto in un altro ruolo: “Ho bisogno di un difensore perchè quando c’è uno squalificato o un infortunato la difesa è corta. In questo momento la difesa è il reparto che ha più pressioni ma finché subiamo tre gol in trasferta e ne facciamo tre mi sta bene – dice il tecnico –. Ljubicic? E’ un ottimo profilo, non lo conoscevo ma l’ho visto e piace moltissimo. Ma io sono l’allenatore e il mercato compete alla società”.


Prima che al mercato c’è infatti da pensare a un Sudtirol che ha appena perso la testa della classifica e si presenterà al Cabassi voglioso di rifarsi: “Ben venga la prima in classifica, avevo più timore dell’Arezzo che a gennaio ha fatto una grande squadra”, dice un mai banale Pochesci. Che anche oggi affiderà le chiavi dell’attacco biancorosso a Giovannini, tornato a fare faville sotto la sua gestione dopo essere spesso finito in panchina nell’interregno Foschi: “Non giudico il lavoro degli altri, nella mia gestione Giovannini è sempre stato un punto fermo, per me è un giocatore fondamentale per questa squadra”. —