Bertoli: «Modena all’altezza in Europa, ora servirebbe una impresa nei playoff»

«In campionato è mancato qualcosa, la Leo Shoes era la quarta forza della SuperLega, ma ha lasciato per strada punti importanti»

Fabio Rossi

Dici “Mano di Pietra” e torni giovane per un attimo, chiudi gli occhi e rivedi lui, Franco Bertoli, sgretolare ogni muro si trovasse di fronte.


«Altri tempi, ragazzi, di anni ne sono passati tanti davvero anche se non nego che qualche soddisfazione me la sono tolta all’epoca».

Vero, la pallavolo è cambiata ed è sempre più difficile mettere palla a terra perché l’aspetto fisico è diventato quasi preponderante.

«Questo è sotto gli occhi di tutti, una volta era la tecnica a fare la differenza, oggi però, oltre ai centimetri e ai muscoli, non sottovaluterei l’aspetto mentale, che finisce per fare la differenza molto più spesso di quanto non si pensi».

Si riferisce forse alla partita persa da Modena contro Roeselare in Champions League?

«Non solo a quella, ma è chiaro che lì ci siano state difficoltà mentali nell’approcciare la partita, una sconfitta del genere è davvero inspiegabile, non può esserlo solamente sul piano tecnico».

Visto che siamo in tema, parliamo di Europa.

«Nulla da eccepire, lasciate stare quel ko contro i belgi, è chiaramente un episodio, Modena può invece dire di avere raggiunto il suo obiettivo, cioè entrare tra le migliori otto squadre della Champions League, non è poco».

Giani ha ricordato spesso che fino a questo momento la Leo Shoes ha raggiunto i suoi obiettivi.

«Sì, è vero, oltre alla Champions è andata in final four di Coppa Italia e si è giocata alla pari con Perugia la Supercoppa Italiana, battendola qui a Modena. Sono dati di fatto, anche se...».

Anche se?

«Sarebbe stata fin qui una stagione perfetta se in campionato non si fossero persi alcuni punti di troppo come invece è accaduto. Nella regular season penso che la Leo Shoes avrebbe potuto fare qualcosa in più sicuramente, la squadra era considerata la quarta forza del campionato, almeno per organico, io pensavo e speravo avrebbe chiuso subito dopo le tre grandi, al massimo quinta».

Modena partirà dal settimo posto, cioè dal turno preliminare dove affronterà Ravenna.

«Nello sport, come nella vita, la prima regola è il rispetto, quindi Ravenna deve essere il pensiero fisso dei ragazzi di Modena fin quando non l’avranno eliminata. I primi turni dei playoff sono sempre molto insidiosi, specie quando si gioca al meglio delle tre partite».

Un discorso che potrebbe però valere per Modena quando dovesse affrontare poi la Lube nei quarti e in Champions League contro Perugia.

«Assolutamente sì, nelle sfide andata-ritorno-eventuale bella, se sbagli il primo match ti metti in un mare di guai. Certo, se Modena se la vedrà con la Lube, e non voglio nemmeno pensare che non sia così, una chance contro Civitanova la avrà. E penso che anche Perugia dovrà fare attenzione contro la Leo Shoes in Champions».

Perugia sta vivendo un momento particolare con l’annunciato addio ad Atanasijevic.

«In questo mondo le bandiere sventolano sempre di meno, ma nessuno può giudicare, perché solo i protagonisti di quella vicenda conoscono le ragioni della separazione».

Se le chiedessimo di indicare una bandiera di Modena, oltre a lei naturalmente...

«Secondo me Luca Cantagalli merita di essere considerato tale, la città non ha mai smesso di amarlo».

C’è un giocatore che le assomiglia nel volley di oggi?

«Juantorena, giocatore completo, sa fare tutto, è un leader».

C’è una squadra in cui Le sarebbe piaciuto giocare in questa epoca?

«Rispondo Trento, sapete perché? Lì c’è un giocatore super come Giannelli, credo mi avrebbe valorizzato al meglio come hanno fatto in passato Dall’Olio, Vullo, Rebaudengo, Stork, io vedo in Gianelli un giocatore del genere».

Nella pallavolo di ieri Lei decideva le partite da solo.

«Bello che lo diciate voi, io non ricordo... Oggi, però, c’è un solo giocatore che può cambiare il corso di una partita da solo ed è Leon. Lui in battuta ed in attacco può mettere al tappeto chiunque senza alcun preavviso».

Vuol dire che la sua favorita per lo scudetto è Perugia?

«Non mi piace scommettere, ma se dovessi giocare un eurino, sì, lo metterei su Perugia: stanno vivendo una stagione particolare, ha grande voglia di rivincita, io sono stato in quell’ambiente da mental coach e so che vive forti motivazioni, poi ha lo stimolo straordinario della Champions che vorrebbe finalmente vincere».

Modena quest’anno ha scelto di avere una panchina con molti giovani e ha in campo anche Lavia che mostra grandi qualità.

«Lui ha talento, e si vede, a me poi sarebbe piaciuto che anche Rinaldi avesse trovato un po’ più di spazio in questa stagione. Trento, anche se per necessità, ha dato spazio a Michieletto, compagno di Rinaldi in nazionale, loro sono il futuro, dobbiamo riuscire a capire quanto vale un giocatore come Rinaldi».

Leal-Ngapeth prossima diagonale in zona 4: come possono giovani come Lavia e Rinaldi rimanere a Modena? Scelta giusta puntare sulla “squadra pronta all’uso”?

«Solo il tempo e il campo daranno una risposta a questa domanda, intanto vediamo cosa succederà sul mercato».

Christenson dovrà lasciare il posto a Bruno, come può affrontare al 100% la parte finale della stagione?

«Se davvero sarà così, io non ho dubbi che Micah giocherà da grande professionista qual è. In passato la stessa cosa capitò a Pupo Dall’Olio e lui ci guidò allo scudetto». —