Le proposte degli allenatori: «Lo sport aiuta le persone»

In una lettera alcuni tecnici elencano i loro consigli per puntare alla ripresa Tra loro ci sono anche mister modenesi: «Necessario un tracciamento efficace»

Alessandro Ferri

Mentre in giornata a Roma si deciderà il nuovo Presidente della Figc, in Emilia Romagna continua il dibattito, a volte surreale, sulla possibile ripartenza quantomeno del campionato di Eccellenza.


Tutto è legato: la politica romana e le elezioni Federali avranno una grande ripercussione sul nostro calcio dilettantistico, che con la gestione al Crer di Simone Alberici si sta facendo sentire anche nei salotti della Capitale. Parleremo in maniera approfondita di quello che potrà accedere dopo la giornata a Roma dei nostri delegati, ma ora focalizziamo sul movimento messo in piedi da alcuni allenatori della regione. La lettera inviata alle redazioni è molto approfondita e fa di certo parlare, visti i temi decisamente attuali. Ci sono firmatari famosi nella provincia di Modena, come Maurizio Galantini, Davide Pavesi, Michele Cavuoto e tanti altri. Questi allenatori citano lo scrittore francese Jean Giraudoux: “Lo sport è un’epidemia di salute, l’attività sportiva aiuta le persone di ogni età a indirizzare l'aggressività, a essere responsabili, a prendere iniziative, a socializzare e a collaborare per un fine comune”. Quali sono le proposte? “Tamponi da eseguire, nei tempi stabiliti dai protocolli, presso i campi da gioco a prezzi concordati: ciò consentirebbe un tracciamento più vasto ed efficace e permetterebbe l’utilizzo dello spogliatoio”. Poi “le società sportive dovranno assumersi l'onere di una percentuale dei costi, chiedendo magari un contributo alle famiglie con maggiori possibilità economiche: in questa fase chi ha di più dovrebbe garantire l’accesso all’attività fisica anche a chi è stato colpito maggiormente dalla crisi economica”. Inoltre si vuole “interpellare il Crer al fine dell’emanazione di Linee Guida per permettere alle società sportive di progettare, sin da ora, l’inizio dell’attività dilettantistica. Per non farsi trovare impreparate a settembre 2021”. A chi, e non sono in pochi a pensarlo, accusa di parlare solo per interesse personale cosa rispondono? “Mettere la testa sotto la sabbia ora non fa per noi. Ma non perché i numeri e i dati non sappiamo leggerli, come qualcuno sostiene. Ma perché ogni numero, dato, parola o episodio va contestualizzato, e affrontato in maniera adeguata. Non affrontare il problema ora sarà solo rimandare il problema a dopo, finché non arriverà il mai. E forse quei ragazzi a cui in tanti dicono di tenere avranno perso da tempo lo stimolo di andare in un campo di calcio”. Rischiare una frattura tra addetti ai lavori sarebbe la cosa peggiore possibile, in un momento già parecchio complicato. Le società hanno responsabilità pesanti con l’attuale sistema di regolamenti e di decreti governativi, non bisogna mai dimenticarlo. Da una parte ripensare a giocare quando siamo tornati in zona arancione sembra paradossale, dall’altra è pur vero che bisogna pensare a come cercare di non far avvizzire la passione. —

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