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Veronica sulle orme di mamma Adriana «La famiglia Squinzi ha sposato il Sassuolo»

La vicepresidentessa: «Anche mio fratello Marco è sempre più coinvolto. Il nostro modello non è il Leicester ma il Villareal»

SASSUOLO. Dai genitori ai figli, il Sassuolo è una “questione di famiglia” legandosi a doppio filo a casa Squinzi, che, da una generazione all’altra, ha sempre più un cuore neroverde. Se gli indimenticabili Giorgio Squinzi e Adriana Spazzoli sono stati coloro che hanno creduto e investito nella realtà calcistica sassolese, alimentandone il motore fino al raggiungimento della massima categoria italiana, ecco che il testimone è ora passato nelle mani dei figli Veronica e Marco.

La nuova generazione di casa Squinzi sta portando avanti il Sassuolo con progettualità e passione, sempre fedeli alla lezione paterna “Mai smettere di pedalare”. Veronica segue le orme di mamma Adriana, più “tifosa”, sempre pronta ad appassionarsi, come ha confessato lei stessa in un’intervista ad Avvenire: “Nostra madre metteva il cuore nei progetti sportivi, se ne innamorava in modo folle, totale. Una volta andò a fare lezione di marketing alla squadra e fu un momento incredibile, sia per lei che per i ragazzi. Partecipava a tutte le iniziative e lo faceva con un’energia potente, contagiosa, sempre positiva”. D’altronde, basta guardare la foto dei genitori dei coniugi Squinzi che alzano insieme la coppa del Trofeo Tim: “In questo scatto c’è tutto”.

Se Veronica è sempre stata più interessata al calcio, anche il fratello Marco si sta appassionando ai colori neroverdi: “Sanno tutti che mio padre nasce milanista e anche io simpatizzo per i rossoneri. Mio fratello, invece, calcisticamente è agnostico, ma poi tutti abbiamo sposato il Sassuolo ed anche Marco lo trovo sempre più coinvolto”.

La famiglia Squinzi ha sempre accompagnato la dedizione per la creazione del “mondo” Mapei, con la passione per lo sport e, se la loro storia con il ciclismo sembra definitivamente conclusa, quella con il calcio prosegue in modo deciso: “Il Sassuolo è sempre stato “un affare di cuore”, un nostro atto di riconoscenza verso tutte le aziende del territorio sassolese. Eravamo sponsor già dalla fine degli anni ’80, poi nel 2003 abbiamo rilevato la società in Serie C. Ora ho un incarico – quello di vicepresidente – che va nel segno della continuità: è stato il ruolo ricoperto alla fine da mia madre. Papà era cresciuto a pane e bici, il periodo più bello lo ha vissuto quando lo fermavano continuamente i tifosi del Professional Cycling Team Mapei, la squadra di ciclismo più forte del mondo. Un Giro d’Italia, un Giro delle Fiandre, cinque Parigi-Roubaix, la Liegi-Baston-Liegi…Abbiamo chiuso da numeri uno. Nel 2002 abbiamo preso decisioni forti e definitive: la lotta al doping condotta da mio padre è stata chiara e netta, non possiamo più tornare indietro, almeno non nel settore professionistico”.

La continuità voluta fortemente da Veronica e Marco passa anche dal fatto di volersi continuare ad affidare, per il Sassuolo, alle stesse figure dirigenziali, in primis a Giovanni Carnevali: “Mio padre aveva le sue opinioni, ma poi ha sempre lasciato libertà allo staff dell’area tecnica, in cui c’erano grandi professionisti, a partire da Giovanni Carnevali: lui fa parte della famiglia e da sempre può lavorare liberamente, perché noi cerchiamo di essere sempre presenti in seno alla società, ma senza mai invadere il campo. La regola è: mai entrare nelle scelte tecniche”.

Continuità, dunque, ma anche ambizione: “I sogni vanno sempre coltivati, ma gli obiettivi principali sono: investimenti mirati e un bilancio sano e trasparente. Per il Sassuolo, un modello è il Villarreal, che ha fatto bene sia in Liga che in Europa”. La progettualità passa anche attraverso strutture all’avanguardia, come il Centro Ricerche Mapei Sport e il centro sportivo Mapei Football Center: “La programmazione sul lungo periodo prevede la crescita del talento e non l’acquisto del campione già affermato altrove. Il Mapei Football Center è, poi, anche un punto di incontro per i nostri tifosi, che sono sempre esemplari: non vedo l’ora di rivederli allo stadio”.