Il Modena in crisi dà fiducia a Mignani Cesati: «Mai pensato di cambiare strada»

Il digi gialloblù: «È un momento difficile, ma il gruppo è ok e deve raggiungere la miglior posizione in ottica playoff»

Quattro punti in cinque partite, una miseria per una squadra con ambizioni importanti, possono anche provocare un cambio di allenatore soprattutto se in quelle quattro partite ci stanno una sconfitta fragorosa nel derby con il Carpi, il passo falso nello scontro frontale con il Sudtirol e, ancora prima del tonfo del Cabassi, l’altra batosta subita a Perugia. In mezzo una vittoria con l’Imolese e il pari con il Mantova ad addolcire una pillola che resta amara, molto amara. Il Modena, però, non ha alcuna intenzione di cambiare strada e mister: Michele Mignani resta al suo posto e sarà lui a dover risollevare una squadra che da bunker impenetrabile ora subisce gol a raffica, che in attacco non trova soluzioni vincenti e che, soprattutto, ha accusato un’involuzione che l’ha spenta nella testa e anche nella gamba. Il Modena attuale non c’entra nulla con quello che è stato anche primo o comunque sempre a ridosso del primo posto fino a qualche giornata fa, quando la crisi ha accerchiato i canarini permettendo a Padova e Sudtirol di effettuare uno strappo ormai irrecuperabile. Il Perugia è ancora a tiro e la sconfitta del Grifone a Gubbio è la prova che nessuno è invulnerabile. Magra consolazione, ma il terzo posto è ancora alla portata della Banda Mignani se saprà risollevarsi.

È quello che si augura Roberto Cesati, direttore generale canarino.


«Stiamo vivendo un momento difficile, paghiamo anche un po’ di stanchezza, ma bisogna rialzare subito la testa e pensare a battere il Cesena. Perchè non si molla di una virgola, il gruppo è sano e nonostante sia incappato in un periodaccio, ha i valori e la forza per reagire e ritrovare la brillantezza che aveva fino a qualche giornata fa».

Ce la farà Mignani a risollevare il gruppo?

«Tocca a lui farlo. Ha già ripreso a dirigere gli allenamenti e contro il Cesena tornerà in panchina. Ripeto, il gruppo è sano e non ha problemi e in società non è mai stata presa anche minimamente in considerazione la possibilità di poter cambiare il nostro allenatore. Mignani ha la nostra fiducia e deve trovare le soluzioni per permettere al Modena di conquistare il maggior numero di punti da qui alla fine della stagione per arrivare nella miglior posizione playoff».

Ma nel Modena attuale c’è tanto da rigenerare: la difesa non è più la stessa, in attacco, nonostante gli acquisti, tocca sempre a Spagnoli e Tulissi.

«Se il mister sceglie così avrà i suoi buoni motivi per farlo. Ci sono in tanti e ora possiamo contare anche su Pierini. Il problema di fare fatica in zona offensiva è evidente, ma gli uomini ci sono. E dietro bisogna tornare efficaci come prima. Certo un po’ di incoraggiamento in più da parte di tutto l’ambiente non guasterebbe. In fondo questo Modena ha fatto anche cose importanti per lunga parte del campionato. Che non è finito qui e che bisogna di nuovo aggredire».

Scappini è in punizione per il rigore fallito a Carpi o ha ancora qualche chance di giocare?

«Ha tirato il rigore che non avrebbe mai dovuto tirare dopo una partita orribile come quella. Ma non c’è nessuna punizione e non è giusto buttargli la croce addosso. Conosco Stefano, so di che pasta è fatto e punto molto sulla sua voglia di reagire». —