Sassuolo, De Zerbi è combattuto. Ma le ultime parole sanno di addio

Il tecnico: «È tre anni che alleno qui e la mia voce è sempre la stessa...» La società gli ha proposto di riaprire un ciclo, lui riflette e valuta le offerte 

Il tempo sta per scadere. Il Sassuolo aspetta una risposta da Roberto De Zerbi. L’offerta sul tavolo è chiara: il club neroverde non può promettere mari e monti e propone di riaprire un ciclo ma senza rivoluzioni, il tecnico ci sta riflettendo. Ma è combattuto. Da un lato gli dispiace lasciare dopo tre stagioni una società come quella neroverde, dall’altra vorrebbe alzare l’asticella e misurarsi in piazze più ambiziose: «L’ho già detto alla società - le parole del tecnico nel corso della diretta Twitch su Bobo Tv - c’è da capire se è finito o finirà un ciclo alla fine quest'anno: o cambi l'allenatore o cambi parecchi giocatori, ma non perché non si vada d'accordo ma perché si va troppo d'accordo, ti vedi da tanto e bisogna cambiare. Se ci fosse la possibilità di ripartire a Sassuolo non avrei problemi, a patto che bisogna ritoccare un po’».

Dunque il futuro del tecnico dipende dai programmi del Sassuolo, ma anche dalla qualità delle offerte che ha in mano. A breve Carnevali attende una risposta da De Zerbi che si sta prendendo tutto il tempo per ponderare con attenzione la scelta da fare. Anche se le dichiarazioni che ha rilasciato sabato sera su Bobo Tv sembrano suonare come un addio: «Io ho sempre spinto per il settimo posto, so che le sette squadre che ci precedono sono più forti, ma se non metto pressione io alzando l'obiettivo rischi di spegnerti e adesso, avendo tanti punti di distacco dal settimo posto, qualcuno che non è motivato e che non capisce la fortuna che ha il calciatore, stacca, adesso è più difficile riprendere il tiro, anche per me. È tre anni che alleno a Sassuolo e la voce mia è sempre la stessa, non è facile neanche per me tenere la barra dritta a tutti».


Parole che fanno capire come per De Zerbi questo gruppo sia da rinnovare. Alcuni big, Locatelli in primis, a giugno se ne andranno e c’è da riaprire un ciclo. Ma con programmi e ambizioni ovviamente parametrate alla dimensione del Sassuolo. Bisogna capire se a De Zerbi sta bene così oppure no: «Felice sono felice perché sono tre anni di successi. Magari non siamo arrivati in Europa League ma uno deve vedere le cose con realismo e davanti ci sono sette squadre superiori a noi. Avremmo potuto far di più, sicuro. Abbiamo tagliato il panettone da quarti in classifica, dopo abbiamo abbassato il ritmo perché tanti giocatori di qualità hanno avuto problemi fisici e non siamo stati capaci di tenere quel ritmo. Per il futuro dipende, io sono molto riconoscente. Il Sassuolo mi ha preso da retrocesso a Benevento e mi ha dato la possibilità di esprimermi, di capire se fossi o meno in grado di fare l'allenatore, mettendomi giocatori forti, ma non è una questione di riconoscenza, bisogna capire il programma».

È nell’ordine delle cose che De Zerbi possa ricevere un’offerta importante, ma a determinate condizioni che gli permettano di esprimere la sua filosofia calcistica: «Se mi sento pronto per una big? Se ci sono le condizioni e vuol dire giocatori di un certo tipo, avere l'autonomia completa che io voglio avere sì, altrimenti non mi sentirei pronto nemmeno per una squadra di livello inferiore del Sassuolo. Cosa vuol dire essere pronti? A 34 anni ho allenato il Foggia e in C non puoi passeggiare. Hai più pressioni a Foggia in C che a Sassuolo in A tra stampa e tifosi. Se fai questo lavoro devi sentirti pronto, poi devi fare la conta col materiale che hai a disposizione e le condizioni in cui ti mettono». —