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Sasà Bruno: «Coraggio Modena, perchè i conti si fanno alla fine»

Il grande ex: «Il risultato dei gialli è il primo che guardo: per uscire da questi momenti serve un bel filotto di vittorie»

E’ il terzo miglior marcatore nella storia del Modena e in gialloblù ha realizzato ben 52 gol in 132 presenze. Lo scorso 22 gennaio 2007, proprio contro l’Arezzo che è atteso al Braglia domani all’ora di pranzo, Salvatore Bruno segnava la sua prima rete con la maglia canarina: “Ho ricordi belli e brutti di quella serata. Ero contentissimo per il gol, ma tre giorni dopo persi mio padre e passai tre mesi durissimi. Mi sono ripreso alla grande e riscattato nelle successive stagioni, dando il mio contributo dall’inizio alla fine e vivendo un’esperienza e una storia bellissima. Di questa piazza posso parlare solo bene”.

L’ex bomber del Modena, che aveva iniziato l’attuale stagione con l’Agazzanese in Eccellenza (campionato poi sospeso causa Covid-19) e che insieme all’ex Hellas Verona Julien Rantier dirige una Scuola Calcio a Piacenza, esprime così la propria opinione in merito alla situazione che sta vivendo la squadra di Michele Mignani: “Il risultato dei gialloblù è uno dei primi che vado a guardare, per me è assolutamente normale e obbligatorio tifare per questi colori.


Dispiace per come sono andate le ultime partite, ma è anche vero che le formazioni davanti stanno correndo forte. Nel corso della stagione, analizzando i numeri, si può notare che il Modena ha avuto alti e bassi nonostante sia una buonissima squadra composta da giocatori che conosco e che hanno sempre fatto bene in C come Castiglia, Sodinha e Pergreffi.

Sono comunque quarti in classifica e possono giocarsela fino alla fine”.

Il reparto offensivo fatica a segnare: “Evidentemente c’è qualche problema, non voglio però fare l’allenatore e spero possano risolvere presto queste difficoltà.

Sono sicuro che si sbloccheranno e che disputeranno un gran finale di campionato compresi gli spareggi, mi auguro che il Modena possa raggiungere a breve i palcoscenici che si merita”.

Bruno indica e consiglia la strada da seguire per recitare un ruolo da protagonista nei playoff: “E’ vero che per rialzare la testa servono l’unità di intenti e la forza del gruppo, ma alla fine ciò che conta per riacquistare fiducia è un filotto di vittorie.

E’ l’unica medicina nel calcio, bisognerà vincere e prendere ogni partita come una finale cercando di ottenere il massimo.

L’importante è arrivare ai playoff carichi e nel miglior modo possibile, dal punto di vista fisico e mentale”.

Inevitabile parlare dei numerosi momenti vissuti con la maglia del Modena: “Ho tanti bei ricordi come la salvezza di Trieste, ma anche alcune brutte situazioni come la stagione 2013/14 in cui ho trovato poco spazio.

Preferisco però ricordare solo quelli positivi e devo dire solo grazie verso questa magnifica città.

Se vuoi diventare calciatore, bisogna passare da Modena per il calore spettacolare dei tifosi. E’ una piazza esigente, vera e in cui ti senti un giocatore importante”.

Conclusione dedicata al suo ex compagno di squadra Alex Pinardi: “Con lui ho legato molto, ci sentiamo ogni settimana e siamo grandi amici anche fuori dal campo.

Ci siamo ritrovati alla Giana Erminio un po’ di tempo fa e a Modena abbiamo dato, nel bene e nel male, sempre il 110%”. —

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