Bergodi: «Modena, mi gioco Sodinha nei playoff»

L'ex tecnico canarini: «Felipe è un fenomeno, fa la differenza e credo che possa essere un’arma in più per il Modena negli spareggi per la B»

Federico Sabattini

E’ stato l’allenatore del Modena nell’anno del centenario e conosce benissimo Felipe Sodinha, avendolo avuto a Brescia nel corso della stagione 2013/14. L’ex mister gialloblù Cristiano Bergodi segue con interesse il campionato di serie C e soprattutto le sorti della compagine di Michele Mignani: “Ho visto i risultati, ora mancano quattro giornate al termine e non bisogna mollare di un centimetro in questo rush finale. L’obiettivo principale è conquistare la miglior posizione in ottica playoff e giocarsela a viso aperto”. Felipe Sodinha, secondo il tecnico di Bracciano, potrebbe essere l’arma in più del Modena da qui a fine stagione e soprattutto nei successivi spareggi promozione: “Non voglio fare un torto a nessun altro giocatore, ma credo che possa giocare anche con maggior frequenza e lo ha dimostrato anche con l'Arezzo. Felipe è un giocatore incredibile ed eccezionale che può sempre fare la differenza, un trascinatore e da lui ti puoi aspettare qualsiasi giocata. Ha grandi intuizioni, valorizza al massimo i movimenti degli attaccanti ed è veramente forte dal punto di vista tecnico. E’ il classico trequartista in grado di affrontare l’uno contro uno e quando mantiene il possesso fai fatica a portargli via la palla. Poche squadre possono avere in rosa un giocatore così geniale, un lusso per la categoria da utilizzare in qualsiasi momento”. Per Cristiano Bergodi, il Modena potrà giocarsela fino alla fine: “Sicuramente non sarà facile, ma credo che i gialloblù dovranno giocarsi i playoff senza nulla da perdere. Secondo me possono fare bene, poi è chiaro che dipenderà anche dalla fortuna e dalla condizione fisica. Serviranno tanta personalità e carattere contro formazioni forti e pericolose, la serie C è un campionato difficile da vincere e i playoff sono un vero e proprio terno al lotto in cui commettere il minimo errore può punirti”. Ieri il compleanno numero 109 del club di viale Monte Kosica e Bergodi ricorda con grande orgoglio gli anni vissuti sulla panchina gialloblù: “Un onore aver fatto parte della storia canarina. A Modena ho lasciato il cuore, sono stati anni fantastici e tornerei in qualsiasi momento. La piazza non merita la C, è una società gloriosa e i tifosi, che seguono sempre la squadra con passione, sono veramente eccezionali”. Infine, uno sguardo al futuro: “Aspetto un progetto importante e l’occasione giusta, poco tempo fa ho avuto un colloquio per allenare in B ma poi non si è concretizzato nulla. Ho anche mercato in Romania, paese in cui ho allenato le squadre più forti tra cui Cluj, Steaua Bucarest e Craiova. Vedremo cosa succederà”. —


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