Lorenzo Mora e i due ori agli Assoluti di nuoto: «Per una volta non sono stato messo in ombra da Paltrinieri»

Carpigiano come Greg, sogna di andare ai Giochi di Tokyo: «Ho ancora Europei e Sette Colli per ottenere il tempo limite»

Gabriele Farina

Soddisfatto, non appagato. Lorenzo Mora pesa i due ori vinti ai Campionati Italiani Assoluti di Riccione. Il 22enne carpigiano trae un bilancio da «eterno scontento». Cita Usain Bolt per rilanciare l’assalto alla carovana olimpica. Il dorsista recrimina di non aver conquistato la vittoria nei 100 metri («non sono andati come doveva»). Soprattutto, Mora rimpiange di non aver staccato un biglietto per Tokyo 2021. L’atleta delle Fiamme Rosse-Amici del Nuoto Vigili del Fuoco Modena (ma che si allena con l’Azzurra 91) partiva da un tempo di qualificazione di 1’56”85. Per accedere ai Giochi olimpici l’asticella è di 1’56”40. Nelle batterie, Mora ha fermato il cronometro sull’1’59”79. All'ultimo atto, ha chiuso primo in 1’57”23.


«Per 180 metri il tempo era da Olimpiade - commenta il nuotatore - poi sono crollato nel finale».

Nei 100 il tempo da battere è di 53”50. Il carpigiano s’è qualificato un sospiro più lento (53”58), non ha spinto al massimo nelle batterie (55”53) ed è giunto quarto in 54”76 in finale.

«Guardando il tempo avevo la possibilità per giocarmela - l’analisi di Mora - Simone (Sabbioni, il vincitore della gara) è nettamente più forte come primato personale e in gara. Non essendo lui in iper-forma e io invece sì avrei potuto giocarmela. Spero mi diano la possibilità all’Europeo, a cui sono già qualificato per i 50 e i 200 metri».

La vittoria nei 50 metri rappresenta una delle rimonte più notevoli dell’edizione 2021. Il nuotatore la descrive con il sorriso e parte da un retroscena.

«Stefano Ballo, un ragazzo che ha nuotato a Modena due anni fa e con cui ho condiviso la casa, ha vinto nei 200 stile libero e si è qualificato alla staffetta olimpica partendo dalla corsia 8 - racconta Mora - Con il settimo tempo alla pari nelle batterie potevo andare o alla 7 o alla 8. Ho detto “Se mi mettono alla 8 vinco, me l’ha scaldata bene Ste’”».

Così è andata. Il 22enne aveva un tempo di qualificazione di 25”01. Il 25”96 nelle batterie gli ha consentito l’accesso alle finali per 16 centesimi. Il 25”30 in finale gli è valso la vittoria su Sabbioni (Esercito) e Simone Stefanì (Time Limit), mentre è rimasto fuori dal podio Niccolò Bonacchi (Esercito), detentore del record italiano (24”65).

«Quando entri in finale per due decimi ti baci i gomiti e poi vai - rivela Mora - Se parti dalla corsia 8 non hai nemmeno i riflettori addosso».

L’atleta si prepara per la ribalta dei Giochi.

«Sono soddisfatto ma non ho la possibilità di poggiarmi sugli allori - il bilancio di Mora - perché volevo fare di più. Prendo con me la “cazzimma” e la capacità di poter andare forte. Ho tanta fiducia e tanta voglia di fare meglio. Lavorerò un mese e mezzo al massimo, decidendo poi su cosa puntare per Tokyo. Se gli Europei non dovessero andare bene, potrei riprepararmi per i Sette Colli a giugno».

I tempi da raggiungere sono quelli e Mora sente di avere le carte per giocarsela.

«Quando Bolt vinse la prima Olimpiade disse di aver lavorato per quattro anni sui centesimi di secondo - delinea il 22enne - Noi ci giochiamo le medaglie e l’accesso alle Olimpiadi sui centesimi di secondo. Ci lavoriamo per mesi, se non per anni. Vuol dire lavorare al massimo e sperare vada tutto bene, che non scivoli a una virata o non parti male. È un battito di ciglia».

Mora riparte dalla base di due ori nazionali come il concittadino Gregorio Paltrinieri, oro negli 800 e nei 1.500 stile libero.

«Per lui è normale amministrazione - tributa il 22enne - per me è invece il primo campionato così. Sono contento di non essere stato messo in ombra da Greg, pur sapendo benissimo di non essere un atleta al suo livello. Come Greg ce n’è uno su un milione. Spero però di lavorare per migliorare ancora». —