Berardi, la carica dei 101 gol. E il Sassuolo vince

L’attaccante entra ad inizio ripresa e con 2 rigori ribalta la Fiorentina. Adesso è nel club dei marcatori “centenari” in tutte le competizioni

REGGIO. Bella vittoria in rimonta per il Sassuolo che bissa il successo di Benevento e consolida l’ottavo posto in classifica. Gara dai due volti: nel primo tempo meglio la Fiorentina, ripresa dominata dai neroverdi presi per mano da Domenico Berardi, uno che quando gioca fa sempre la differenza. L’attaccante calabrese, che a fine partita De Zerbi ha definito “il nostro fuoriclasse, uno che sposta anche in Nazionale”, merita la copertina: entra ad inizio ripresa coi neroverdi sotto di un gol, dà la scossa e nel giro di tre minuti ribalta la partita trasformando alla perfezione due rigori grazie ai quali entra nel club dei marcatori “centenari” in tutte le competizioni: col Sassuolo 11 gol in Serie B, 3 in Coppa Italia, 5 in Europa League e 82 in A. In tutto fanno 101, chapeau. La ciliegina sulla torta la mette nel finale quel Maxime Lopez, erede designato di Locatelli, che da una settimana è stato riscattato dal club neroverde per due milioni e mezzo. Per il Sassuolo una vittoria che consolida il piazzamento alle spalle delle sette big. La zona Europa è a 8 punti (anche se la Roma deve giocare oggi a Torino) ma soprattutto i neroverdi hanno allungato sul Verona diretto inseguitore. A pesare è stata la qualità degli attaccanti: con l’ingresso nella ripresa di Berardi e Defrel il Sassuolo ha cambiato pelle e fisionomia mettendo subito alle corde una Fiorentina fino a quel momento baldanzosa, passata dall’illusione all’incubo.

ILLUSIONE VIOLA La Fiorentina ha bisogno di punti salvezza, il Sassuolo vuole difendere l'ottavo posto: quella del Mapei Stadium è partita vera. Neroverdi ancora privi di Caputo e con Berardi e Locatelli in panchina, Chiriches e Lopez vincono i ballottaggi con Marlon e Magnanelli. Tra i viola, che hanno ottenuto un solo punto nelle ultime tre uscite di campionato, l’ex Iachini preferisce Caceres a Quarta come terzo di difesa e Castrovilli ad Amrabat in mediana. Il tema tattico è quello più prevedibile: Sassuolo a fare la partita, Fiorentina pronta a ripartire. Il palleggio dei neroverdi, privo delle necessarie accelerazioni, produce una sola occasione con Traoré. Più cospicuo il bottino della Fiorentina: cinque tiri nello specchio con due grandi parate di Consigli su Castrovilli e Biraghi prima del gol del vantaggio firmato poco dopo la mezzora da Bonaventura, che recupera palla nella sua metà campo, poi riceve ancora da Ribery e scarica un gran sinistro sotto la traversa da fuori area. Nel finale di tempo anche un palo di Castrovilli a certificare la maggiore concretezza dei viola rispetto ai fumosi neroverdi.

BERARDI SHOW Ad inizio ripresa De Zerbi opta per un triplo cambio: escono Traoré, Djuricic e Rogerio, entrano Berardi, Defrel e Kyriakopoulos. L’impatto di Berardi è devastante: col suo uomo di maggior classe in campo i neroverdi cambiano passo e nel giro di tre minuti ribaltano il risultato con un paio rigori, magistralmente trasformati dal numero 25. Il primo se l’è guadagnato (travolto da Dragowski) e realizzato mettendo la palla nel sette, il secondo viene sanzionato per un fallo di Pezzella su Raspadori. Berardi calcia nello stesso angolo, ma stavolta rasoterra con la palla che colpisce in palo ed entra in rete. La doppietta dagli undici metri ha un significato particolare per Mimmo: si tratta dei gol numero 100 e 101 con la maglia del Sassuolo in Serie A. Che fanno salire a 13 reti il bottino stagionale in campionato, a sole tre marcature dal suo record personale. Mica roba da poco per un attaccante di 26 anni che di mestiere non fa il centravanti. Con Berardi è un altro Sassuolo, la Fiorentina è alle corde e incassa il terzo gol a un quarto d’ora dal gong con un bel diagonale di collo esterno del convincente Lopez, che festeggia nel migliore dei modi il suo acquisto a titolo definitivo da parte del Sassuolo. Locatelli a giugno se ne può andare tranquillo in una big: il francese possiede i mezzi per non farlo rimpiangere.—