Il "pupillo" Berardi onora Sassi e il Sassuolo vola

Nel giorno della scomparsa del vicepresidente, il capitano piega la Samp con un gol in rovesciata che tiene acceso il sogno europeo dei neroverdi, alla quarta vittoria di fila

REGGIO. Il Sassuolo non si ferma più. Quarta vittoria di fila e settimo posto, che vale una poltrona in Europa, momentaneamente a 3 punti in attesa che oggi scenda in campo la Roma (a Cagliari). Ad abbattere la resistenza della Sampdoria il quattordicesimo centro stagionale di Domenico Berardi. Evocativo che a decidere la sfida sia stato proprio lui, il “pupillo” sia di Sergio Sassi, vicepresidente del Sassuolo scomparso ieri, che del compianto patron Squinzi.

GRAZIE SASSI Partiamo proprio da Sergio Sassi senza il quale (e Carlo Rossi) il Sassuolo difficilmente avrebbe riaffrontato ad alti livelli la Sampdoria. Il vicepresidente neroverde tra i tanti meriti della sua lunga “militanza” neroverde ha avuto anche quello di convincere Squinzi a non gettare la spugna dopo un altro Sassuolo-Sampdoria, disputato nel giugno 2012, ritorno della semifinale playoff di Serie B. Al Braglia finì 1-1, risultato che dopo il ko dell’andata condannò i neroverdi di Pea all’eliminazione non senza polemiche per un infelice arbitraggio di Tommasi di Bassano del Grappa. Ebbene, quel verdetto disgustò a tal punto Squinzi da meditare l’abbandono del “progetto”. Fu proprio Sassi, ben spalleggiato da Rossi, a convincere il patron a rilanciare la sfida seppur ridimensionando l’investimento. E l’anno dopo arrivò la promozione in A con Di Francesco.

NOVITÀ 3-4-3 Nel primo tempo il Sassuolo fa la partita pur non brillando, anche se le occasioni migliori sono della Sampdoria che colpisce un palo esterno con Jankto e con un’inzuccata di Colley costringe Chiriches al salvataggio sulla linea. Il 3-4-3 disegnato per l’occasione da De Zerbi vede Marlon fare il pendolo: in fase di possesso si alza a centrocampo per impostare e in fase difensiva retrocede a dar man forte alla linea a tre. I neroverdi, privi di Djuricic, Raspadori, Caputo e con Boga in panchina, faticano ad innescare gli attaccanti tant’è che a referto dopo 45 minuti restano un bel tiro di Berardi respinto da Audero e un gol annullato a Traoré per fuorigioco.

BERARDI GOL De Zerbi archivia l’esperimento tattico del 3-4-3 e cambia subito: fuori Marlon e dentro Boga per aumentare il tasso di pericolosità. In effetti l’ingresso dell’ivoriano spacca la partita e il Sassuolo attacca con maggiore convinzione ed efficacia. Col passare dei minuti Locatelli e Berardi salgono in cattedra e di pari passo la manovra della squadra diventa più imprevedibile e veloce. Entrano anche Rogerio e Muldur per dare linfa sugli esterni, la Sampdoria - complice anche l’assenza di Quagliarella - non riesce più a ripartire e va in sofferenza. I neroverdi spingono e al minuto 69 fanno breccia con una rovesciata ravvicinata del capitano Berardi. Un gol pesantissimo che spegne le velleità della Sampdoria e permette al Sassuolo di onorare al meglio la memoria di Sergio Sassi tenendo acceso il sogno europeo.

SCOSSA BOGA Nella serata velata dalla tristezza per la scomparsa di Sassi, oltre a Berardi merita la copertina Jeremie Boga. Dopo una stagione travagliata condizionata da Covid e infortuni, l’attaccante ivoriano contro la Sampdoria si è finalmente ritrovato. Il suo ingresso ad inizio ripresa ha dato la scossa alla squadra, chissà che in questo finale di stagione possa essere proprio lui l’arma in più del Sassuolo per provare ad artigliare in volata il sogno europeo. Il tutto in attesa di capire quale sarà il futuro di mister De Zerbi, combattuto se accettare l’offerta degli ucraini dello Shakthar Donetsk o riaprire un nuovo ciclo in neroverde.—