Carlo Rossi: «De Zerbi resti a Sassuolo, non se ne pentirà»

Il presidente: «Con Sassi ho perso un amico, ha dato un contributo enorme alla partenza del progetto. Fu lui a convincere Squinzi»  

«Con la scomparsa di Sergio Sassi ho perso un amico assieme al quale ho condiviso un lungo percorso di vita». Mentre parla, Carlo Rossi getta l’occhio su una fotografia risalente al 1988 che conserva gelosamente nel suo ufficio: «Quell’anno la Mapei era entrata come sponsor nel Sassuolo, nella foto oltre a me ci sono Mariani, il papà di Sassi, Morotti, il vicepresidente di allora Gottardi e Sergio Sassi. Lui aveva poco più di 31 anni, io 38. Eravamo giovani e all’inizio di una grande avventura sportiva. Abbiamo perso una bella persona, un uomo pragmatico, aperto a tutti, che ho visto far del bene a tanti. Un buono nel vero senso della parola. La sua scomparsa mi ha davvero scosso».

Rossi attribuisce a Sassi tutti i meriti per l’inizio dell’era Squinzi: «È stato lui, non io, a convincere il patron per la prima volta a sponsorizzare e, in seguito, acquistare il Sassuolo. Il merito è tutto suo, io sono rientrato dopo due o tre mesi partendo da quel settore giovanile a cui Sergio teneva moltissimo. Con Silvestrini, Baldelli e Castelli si è fatto tanto ma Sassi, oltre a dare un contributo enorme alla partenza del progetto Sassuolo, è rimasto vicino al club come vicepresidente anche quando decise, per spirito di servizio, di rinunciare alla sua quota societaria e la Mapei prese il cento per cento. Il suo non fu un gesto interessato, tutt’altro. Spesso per motivi di lavoro non presenziava alle decisioni del club, ma la sua opinione era comunque molto importante».


Rossi conosceva bene anche il Sassi imprenditore: «Anche a livello professionale ha fatto grandissime cose, superando momenti difficili e uscendone a testa alta sia nei confronti dei creditori che dei dipendenti. Se si prendeva a cuore una cosa la portava fino alla fine, dedicandoci anima e corpo. La sua è stata una vita breve ma intensa, ci mancherà tantissimo».

Nonostante il triste momento, il presidente neroverde si può in parte consolare con un Sassuolo reduce da quattro vittorie di fila: «Questa squadra ci ha aperto il cuore, dopo una stagione costellata da tanti problemi nell’ultimo periodo si è ripresa alla grande e adesso può competere per un grande obiettivo. Premetto che andare in Europa sarà difficilissimo, ma il fatto di potersela giocare fino alla fine è già di per sè qualcosa di notevole. Il calendario riserva al Sassuolo tre scontri diretti nelle ultime cinque partite, la vedo dura anche perchè non dipende solo da noi però i ragazzi e il mister non perdonano niente a nessuno...».

A proposito di mister, Rossi lancia un messaggio a De Zerbi che deve decidere se restare o andarsene: «Al nostro allenatore dico solo una cosa: ci pensi bene, dorma la notte e alla fine scelga di rimanere al Sassuolo. Non se ne pentirà».

Fosse per il presidente, da Sassuolo non se ne andrebbe nessuno: «Vero, perchè è un gruppo straordinario sotto tutti i punti di vista. E la soddisfazione è anche doppia quando vedi segnare a San Siro la doppietta decisiva a Raspadori, un ragazzo che ha fatto tutta la trafila nel nostro settore giovanile. Berardi? Mi auguro che mantenga il ruolo di leader qui a Sassuolo, una bandiera come lui ci serve. Sarebbe un peccato che se ne andasse».

L’ultima battuta è sul mancato progetto Superlega: «Nonostante possa capire i ragionamenti economici, è una roba orrenda pensare di organizzare un torneo riservato solo ai club più titolati a scapito della meritocrazia. È sportivamente inaccettabile». —