Guidetti e Lorenzetti si fermano ad un passo dalla Champions

Il tecnico modenese costretto alla resa da Egonu (40 punti) e Conegliano L’ex coach della Dhl e la sua Trento battuti dai polacchi del Kedzierzyn Kozle

SuperFinals amarissime per Giovanni Guidetti e Angelo Lorenzetti usciti sconfitti dal Palasport di Verona nel match dei match, quello che metteva in palio la Champions League 2021.

Guidetti, il tecnico modenese più vincente della storia recente, con il suo Vakifbank è davvero arrivato ad un passo dallo smentire un pronostico che vedeva favoritissima la Carraro Conegliano, forte dell’extraterrestre Paola Egonu.


La formazione di Istanbul ha sempre fatto la partita trovandosi avanti 1-0 e 13-9, poi 2-1 e 23-22 nel quarto, ancora 4-0 nel tie break prima di cedere 2-3 e 12-15 dopo l’intervento del videocheck.

«È ovvio che perdere fa sempre male, figuriamoci in una finale di Champions League, ma a distanza di 24 ore posso dire che sono veramente orgoglioso di quanto hanno saputo fare le nostre ragazze, sono state fantastiche e siamo arrivati davvero vicinissimi ad una impresa».

Il coach modenese rende poi onore a Paola Egonu: «Che sia fortissima lo sanno tutti, lei è qualcosa di veramente speciale nella pallavolo moderna in cui fare una differenza del genere non è certo semplice».

L’esatta fotografia di quanto si è visto a Verona: Egonu ha chiuso con 40 punti la sua partita, score stellare, con 10 dei 15 realizzati da Conegliano nel tie break.

Il Vakifbank ha dato l’impressione più volte di potercela fare, ma non ha saputo sfruttare vantaggi importanti nel corso di un match rivelatosi poi stregato.

Non è andata meglio all’altro tecnico amatissimo a modena, cioè ad Angelo Lorenzetti, che dopo aver portato la sua Itas Trentino all’atto conclusivo della manifestazione eliminando Perugia in semifinale, è stato costretto alla resa dai polacchi del Kedzierzyn Kozle, vittoriosi per 3-1 in una partita sempre equilibrata.

«Ci è mancata un po’ di personalità in battuta, perché non siamo stati continui in questo fondamentale mostrando le cose migliori del nostro repertorio solo in un set. Sapevamo che i nostri avversari potevano contare su un cambio palla molto efficace; per due set, i primi, abbiamo faticato poi siamo riusciti a crescere ma il dispiacere è grande, specialmente per il quarto parziale che, sarebbe potuto finire diversamente, se avessimo gestito meglio certe occasioni. E’ stato un match in cui la differenza l’hanno fatta i dettagli e non siamo riusciti a farli bene».

Per Lorenzetti seconda sconfitta in una finale di Champions dopo quella del 2003 contro i russi del Belgorod, ironia della sorte, dopo aver battuto allora in semifinale proprio i polacchi del Kedzierzyn. —