Contenuto riservato agli abbonati

Modena, Sodinha: «Messo da parte da Mignani senza rispetto»

«Sono stato sacrificato sull’altare del difensivismo che ci è costato la promozione. Il suo non è il mio calcio»

MODENA. Felipe Sodinha è rientrato a Brescia e probabilmente con un viaggio di sola andata perchè difficilmente farà ritorno a Modena, una città che ha sinceramente amato e da cui è stato contraccambiato. Perchè il trequartista brasiliano ha regalato al Braglia lampi di classe pura e di altra categoria. Beniamino dei tifosi canarini dopo la sua prima stagione, interrotta dal Covid, Sodinha avrebbe voluto ripetersi e diventare l’arma in più dei gialli in un campionato che a suo parere poteva finire diversamente se il Moderna avesse giocato un calcio diverso, più coraggioso e offensivo nel girone di ritorno e anche nella sfida playoff contro l’Albinoleffe.

Ma Felipe, in scadenza di contratto, è stato la vittima più illustre della filosofia Mignani che lo ha impiegato pochissimo durante la stagione, incassando comunque 9 punti dalle magie di Felipe, dimenticandolo completamente nei playoff. Come non le manda a dire coi suoi missili su punizione, Sodinha fa altrettanto con le parole dando sfogo alla propria amarezza.


Felipe, speri di restare a Modena?

«Ho sempre detto che qui sto benissimo, ma credo che sarà dura che possa restare. Oltre al cambio di proprietà, c’è anche il problema di come sono stato trattato. C’è stata un’assoluta mancanza di rispetto nei miei confronti. Mi sono allenato tutto l’anno e, a parte qualche dolore legato ai miei problemi, sono sempre stato bene. Credo di avere un minutaggio tra i più bassi ed è difficile capire perchè Mignani mi abbia messo da parte. Comunque non ho mai fatto polemiche, ho cercato di sostenere un gruppo fantastico, ma avrei voluto dare molto di più alla squadra sul campo. Tante volte ho sperato di leggere il mio nome sulla lavagna, non c’era quasi mai. Si diceva che Sodinha non aveva i 90 minuti nelle gambe: ma come fai ad averli se non hai almeno 4 o 5 partite di campionato a disposizione? Nel mio piccolo ho segnato e portato punti, perchè non dare anche a me una possibilità che hanno avuto quasi tutti? Se Mignani non mi vedeva, forse ho fatto qualcosa di male».

Sodinha e Mignani non parlavano la stessa lingua....

«Nessun problema personale con il mister, ma per lui bisogna prima difendere poi provare ad attaccare. Io sono un trequartista offensivo, nato per giocare in attacco. Mi sono impegnato, ma non riesco a fare il difensore. Credo che tutti davanti abbiano pagato questo tipo di calcio estremamente difensivo, Scappini prima di tutti. Lui è un bomber da area, sa fare quello. L’unico che poteva giocare come voleva Mignani era Spagnoli che, se fosse stato meno generoso e avesse pensato più a se stesso, poteva andare in doppia cifra. Ma gli altri non avevano quelle qualità e hanno sofferto. Costantino appena è andato a Vercelli ha fatto 9 gol. Ci sono state partite in cui i nostri attaccanti non sono riusciti a fare nemmeno un tiro in porta, come del resto la squadra. E appena uno riusciva a sbloccarsi trovando il gol finiva fuori. È successo a me, a Monachello, a Scappini e Prezioso. In panchina ci si scherzava sopra e si diceva “se uno entra guai a segnare se no non gioca più”. Io la penso diversamente dal mister, mi piace il gioco d’attacco e credo che la mancanza di una mentalità offensiva ci sia costata dei punti nelle partite contro le squadre meno forti».

Il difensivismo esasperato può aver inciso sul risultato finale?

«Sicuramente. Il Modena poteva andare in Serie B, perchè aveva grandi giocatori come Gerli e un gruppo fantastico. Eravamo veramente forti. Non è vero che si è fatto un grande campionato, è stato un buon campionato e basta. Abbiamo giocato sempre per difenderci ed è andata bene fino ad un certo punto. Terminata l’andata al primo posto, dopo bisognava avere il coraggio di rischiare di più e giocare per vincere. Anche con l’Albinoleffe è andata così: al Braglia solo a difendere quando bisognava provare a fare gol. E siamo finiti fuori perchè nei playoff devi avere coraggio. Fino a gennaio siamo stati un bel giocattolo, ma lì è mancata anche la società. Con nove giocatori in scadenza doveva farsi sentire e dire le cose giuste al momento giusto. Alla fine sono dettagli importanti che alla fine paghi».

E ora?

«Sono molto triste e deluso nei confronti di chi c’era prima. Non so se tornerò a Modena, spero anche solo per rispetto che la nuova società mi faccia almeno una telefonata, poi non so cosa succederà. Le alternative non mi mancano». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA