Sassuolo e il 4-3-1-2 di Dionisi: modulo offensivo con un occhio attento alla fase difensiva

Viaggio alla scoperta dell’erede di De Zerbi al Sassuolo: discreto calciatore, in panchina un inizio da predestinato. Domani la firma, anche lo staff arriva da Empoli

Alessio Dionisi, nuovo tecnico del Sassuolo (manca solo la firma, l’ufficialità è attesa per domani), erediterà da Roberto De Zerbi non solo la panchina della società neroverde, ma anche il palmares di allenatore più giovane del massimo campionato. Dionisi sarà, infatti, il primo allenatore nato negli anni ’80 della serie A: De Zerbi, insieme a Pirlo, erano stati finora i più giovani (entrambi sono del 1979, l’attuale allenatore dello Shakhtar ha però una quindicina di giorni in meno rispetto al campione del mondo 2006), mentre Dionisi è nato il primo aprile 1980 in provincia di Siena, ad Abbadia San Salvatore anche se è di Piancastagnaio, cittadina che lo ha insignito nei giorni scorsi del premio ‘La Castagna’. La carriera da calciatore nasce nelle giovanili della Fiorentina e poi in quello del Siena: Dionisi è un difensore centrale che viene mandato a farsi le ossa in serie D, nel Voghera dove giocherà per sei anni con 173 partite e 9 reti. Due stagioni a Varese, con promozione in C2, poi cinque alla Tritium di Trezzo sull’Adda (con un intervallo a Ivrea): con la Tritium conquista prima la Seconda Divisione di Lega Pro e poi la Prima, un traguardo mai più toccato da calciatore. Segna spesso, calciando punizioni e rigori (a Trezzo 16 gol in 5 anni da difensore), poi ancora D con Sambonifacese, Verbania e Olginatese dove inizia ad allenare a 34 anni e dove patisce quello che è tuttora l’unico esonero. Due anni al Borgosesia, uno al Fiorenzuola e poi l’Imolese che porta ai playoff di Lega Pro e dove si mette in evidenza. Lo chiama il Venezia in serie B e all’esordio tra i cadetti si fa notare per il buon calcio proposto e per l’undicesimo posto con 50 punti, una salvezza tranquilla e l’arrivo non lontano dalla zona playoff. L’Empoli, società che spesso cerca talenti anche in panchina, lo strappa al Venezia (nonostante il contratto in essere) e con gli azzurri Dionisi vince il campionato e conquista, senza nemmeno troppi patemi, la promozione in serie A. Il resto è storia recente, l’abboccamento con la Samp, la rincorsa paziente del Sassuolo, i malumori di Corsi e dell’Empoli, ma alla fine in serie A Dionisi arriverà come tecnico della squadra reduce da due ottavi posti consecutivi. Dionisi gioca un calcio offensivo, dà spazio alla fantasia, ma con un’organizzazione difensiva comunque piuttosto attenta: a Empoli la sua squadra è stata il miglior attacco a pari merito col Lecce e la seconda miglior difesa, dietro il Monza, mentre l’anno prima a Venezia c’era stato un sostanziale equilibrio tra reti segnate e subite, ma con una maggiore attenzione difensiva.
Il suo modulo preferito è il 4-3-1-2, un modulo offensivo ma differente rispetto a quello abituale del Sassuolo, che negli ultimi anni ha quasi sempre giocato con due esterni offensivi. —
 

FIRMA E STAFF

La firma sul contratto biennale (con opzione sul terzo) di Alessio Dionisi è prevista entro domani, dopodichè arriverà l’annuncio ufficiale. Con lui sbarcheranno in neroverde anche il vice allenatore Paolo Cozzi e i preparatori Fabio Spighi e Massimiliano Sigolo, tre membri del suo staff già ad Empoli che nelle ultime ore hanno rescisso i loro contratti con il club toscano. Il nome più conosciuto è quello di Cozzi, classe 1974, ex difensore nell’Empoli ai tempi di Spalletti - 26 presenze nel 1996-’97- stagione nella quale i toscani conquistarono la promozione in Serie A. Cozzi era il vice di Dionisi già a Venezia. Invece il preparatore atletico Sigolo ha lavorato a fianco del 41enne tecnico di Abbadia San Salvatore fin dalla sua prima esperienza tra i “prof” in C con l’Imolese nel 2018/19 che ha preceduto quelle in B con Venezia ed Empoli. —