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Carpi. Sarà lunedì 26 luglio il giorno del giudizio al Collegio di Garanzia

Sarà emessa la sentenza sul ricorso della società biancorossa per la riammissione in serie C

Fabio Garagnani

CARPI. Il giorno del giudizio sarà 24 ore prima della composizione dei Gironi di Serie C, cioè il prossimo lunedì 26 luglio. Nel pomeriggio, il Collegio di Garanzia del Coni esaminerà il ricorso del Carpi e di tutte le altre escluse che stanno tentando di rovesciare la sorte: Novara, Sambenedettese, Paganese, Chievo e Casertana. La società biancorossa non sta lasciando nulla di intentato per riuscire a mantenere l’affiliazione alla Serie C. Stando a quanto dichiarato dal presidente Matteo Mantovani già nei giorni scorsi, ora la società dovrebbe aver sistemato tutte le pendenze, sia da un punto di vista burocratico che liquidando una parte del debito. Una strategia diretta a dimostrare da una parte solidità economica, dall’altra la buona fede, probabilmente concordata con l’avvocato Mattia Grassani, incaricato di portare le istanze biancorosse di fronte all’ultimo grado della giustizia sportiva. Tutto quello che verrà dopo, Tar e Consiglio di Stato, potrà solo avere un esito risarcitorio senza l’effetto di riammettere il Carpi al campionato. I precedenti degli ultimi anni, come già raccontato, non sono troppo confortanti. Nel 2019 il Collegio bocciò il ricorso del Palermo, giudicò inammissibile quello del Foggia, e accolse quello di Bisceglie e Cerignola, che erano state entrambe escluse per ragioni infrastrutturali e non economico finanziarie. Nel 2018, escluse invece l’Avellino, con motivazioni che per il Carpi possono destare più di una preoccupazione, visto che in quel caso gli elementi formali prevalsero su ogni altra considerazione. Gli irpini furono esclusi dalla Covisoc e poi dal Consiglio Federale per il «mancato rispetto dei criteri legali ed economico finanziari, così come stabiliti, ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al Campionato di Serie B 2018/2019». Esclusione confermata nonostante il Collegio riconoscesse all’Avellino «requisiti di idoneità e sostenibilità finanziaria». La strada appare in salita, ma la società rimane fiduciosa, come dimostra la conferma del ritiro. Quel che è certo è che, anche in caso di epilogo positivo, la tormenta porterà a qualche sconquasso negli assetti proprietari, con una possibile riduzione delle quote di Federico Marcellusi a favore di Alessandro Forlenza, il cui ingresso era già stato pianificato all’epoca della diatriba Di Donato-Siviglia. —