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Calcio, l’Uomo Gagno pronto per l’era Rivetti: «È un gran Modena e sentiamo l’ambizione»

«La squadra è forte in tutti i reparti, ora bisogna lavorare duro con Tesser e trovare la giusta alchimia sul campo»

Fanano. Le grandi ambizioni del primo Modena dell’era Rivetti passano per le sue mani. Riccardo Gagno si appresta ad affrontare la sua terza stagione tra i pali del Modena, una stagione che è carica di attesa perchè la famiglia Rivetti ha scoperto subito le carte dal momento del suo arrivo subentrando nella proprietà a Romano Sghedoni.

C’è un traguardo da centrare, la serie B, e la società non si è risparmiata setacciando sul mercato tutto il meglio che c’era a disposizione per la categoria. Dalla difesa all’attacco tutti i reparti sono stati rinforzati con l’acquisto delle prime scelte. Solo tra i pali non è cambiato nulla: l’Uomo Gagno confermato titolare con Antonio Narciso pronto a sostenerlo e a supportarlo. «Con Antonio c’è un grande rapporto – chiarisce subito Gagno – con lui mi trovo benissimo».


Riccardo, per la terza stagione difenderai la porta del Modena, di un Modena che si presenta al via del prossimo campionato con la dichiarata ambizione di puntare alla promozione.

«Sono contento per la fiducia che la società ripone in me. È uno stimolo per dare sempre il meglio, per lavorare ogni giorno con il fine di migliorarsi. Sappiamo che ci sono grandi obiettivi da centrare e faremo di tutto per toglierci delle soddisfazioni e regalarle ai nostri tifosi».

Hai giocato con il pubblico al Braglia, ma anche senza dopo l’esplosione della pandemia. Che sensazione si prova a giocare in uno stadio vuoto?

«C’è un clima surreale perchè senza il pubblico sugli spalti si ha la sensazione di disputare delle amichevoli. Io spero che i nostri tifosi possano tornare allo stadio. A loro chiedo di starci sempre vicini e di sostenerci con la speranza di riaverli presto al nostro fianco».

Un giudizio sulla nuova squadra.

«È stato fatto una grande lavoro in ogni reparto. Sono arrivati giocatori importanti reduci da grandi campionati. Ora tocca a noi trovare l’alchimia sul campo, perchè è lì che si costruiscono le grandi stagioni. Qui in ritiro stiamo imparando a conoscerci e a prendere contatto con le idee e i metodi di lavoro di mister Tesser. Anche se giocheremo ancora con la difesa a quattro ogni allenatore porta la sua esperienza e la sua interpretazione del calcio».

Da Romano Sghedoni alla famiglia Rivetti, è cambiato qualcosa nei rapporti con la proprietà?

«Non tanto perchè anche con Romano Sghedoni c’erano un clima e un rapporto ottimi. Nella nuova proprietà ci sono delle brave persone, forse si sente di più che c’è ambizione».

Sei un portiere di ultima generazione, che oltre al suo lavoro tra i pali ama partecipare anche al gioco della squadra.

«Sono cresciuto giocando fuori, facendo anche tanta tecnica e, lo ammetto, mi diverto a giocare con i piedi. Mi è scappato di incappare in qualche errore, ma le mie caratteristiche sono queste».

Daresti il Pallone d’Oro a Donnarumma?

«Se non l’ha vinto Buffon, credo sia difficile possa vincerlo anche se agli Europei è stato eccezionale come tutta la nazionale italiana. Un gruppo fantastico che ha trovato proprio nella coesione un’arma in più per vincere. E anche sul piano del gioco ha fatto vedere grandi cose».

Hai provato a immaginarti nei panni di Donnarumma a Wembley durante i calci di rigore che hanno deciso la finale con l’Inghilterra?

«Penso solo che in un momento del genere la pressione deve essere fortissima, alle stelle. Ma Gigio, anche se è ancora giovanissimo, gioca ad altissimo livello da quando aveva 16 anni ».

Riccardo Gagno ha un ultimo desiderio.

«Sono stanco morto, non vedo l’ora di buttarmi sul letto». —

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