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Carpi, ecco il giorno del giudizio: il Coni decide il futuro dei biancorossi

Alle 16 il verdetto del Collegio di Garanzia sul ricorso della società in merito all’esclusione dalla serie C Se confermata, al club del presidente Mantovani resterebbe l’ultima chance del Tar del Lazio 

CARPI. La storia del Carpi si farà alle ore 16 di oggi pomeriggio, quando il Collegio di Garanzia del Coni emetterà la sentenza sul ricorso avverso all’esclusione dalla Serie C decretata dal Consiglio federale. Sono tre le difformità alla base del giudizio negativo della Covisoc: mensilità Inps pagate con una rateizzazione troppo lunga, mensilità Irpef rateizzate senza l’autorizzazione dell’Agenzia delle Entrate e mensilità Inps rateizzate fuori tempo massimo. Per due di queste situazioni, il Carpi non ha rispettato la scadenza del 28 giugno 2021 che il manuale delle licenze della Serie C 2021-22 definisce come «termine perentorio, anche con riferimento ad uno soltanto degli adempimenti previsti». Formalmente, quindi, gli appigli sono pochi, ed è la ragione principale della bocciatura del Consiglio federale. Difficile, d’altro canto, che il Collegio di Garanzia entri nel merito sconfessando le scadenze che si è data la Figc ed in particolare la Covisoc. Quel che invece potrebbe accadere è che l’organo del Coni tenga conto del periodo di pandemia e delle enormi difficoltà che hanno affrontato tutte le squadre di calcio e quelle di C, di natura più fragili, in particolare. Ecco che in questo contesto un accoglimento del ricorso con pena commutata in qualche punto di penalizzazione salverebbe capra e cavoli: la valenza delle scadenze regolamentari e il Carpi che ha sistemato le pendenze, seppur in tempi successivi a quelli previsti. E insieme a lui qualcun'altra delle bocciate. E’ una fenditura piccola in cui infilarsi ma non è neppure un’ipotesi così bislacca. In gioco ci sono i 20 anni di vita del Carpi Fc 1909, che rischia di scomparire pochi anni dopo la maturità, essendo nato nell’autunno del 2001 ereditando le spoglie del Carpi Calcio che a sua volta era subentrato allo storico Ac Carpi. Per i tifosi semplicemente il ‘CFC’. Creato da Franco Cavicchioli, passato dalle mani di Fausto Salami a quelle di Stefano Bonacini, col quale ha toccato vette impensabili. Oggi alle 16 Salone d’Onore del CONI, si gioca l’esistenza. Dalla sua ha l’avvocato Mattia Grassani e quella da convincere è la Sezione per le controversie in tema di ammissione/iscrizione ai campionati professionistici presieduta da Raffaele Squitieri. La sentenza prevista per la serata.

SE IL CONI RIBALTA


Nel caso in cui il Collegio di Garanzia rovesciasse la decisione del Consiglio federale della Figc riammettendo il Carpi al campionato, in casa biancorossa occorrerà iniziare a correre. Servono almeno una decina di elementi da aggiungere al gruppo ora in ritiro a San Zeno di Montagna. Quattro under che consentano un ricambio che non faccia perdere minutaggio e almeno sei giocatori di categoria. Sono questi i numeri su cui si muoverà il ds Andrea Mussi una volta ricevuto il via libera. Difficile poi pensare che lo sconquasso non porti conseguenza sugli assetti proprietari, cambiando gli equilibri già sottoscritti nel momento in cui è stato deliberato l’aumento di capitale. Senza contare che i tifosi si aspettano qualche rivelazione su quanto accaduto, perché è faticoso credere possa essere stata solo noncuranza.

SE IL CONI CONFERMA

Se invece il Coni dovesse confermare la sentenza di esclusione, via Marx si appellerà alla sezione competente del Tar del Lazio.

Un passo che brucerebbe altro tempo sulla strada di un piano B, di cui ancora non c’è traccia. Si perderebbero tutti i tesserati e ci vorrebbe una nuova società, visto che i soci attuali entrerebbero sulla black list della Federazione, e 300 mila euro per ricominciare in sovrannumero dalla Serie D, 100 mila dall’Eccellenza. A decidere a quale società sarà il sindaco, a patto che qualcuno ci sia. L’ipotesi che la prima squadra cittadina salti un anno, per la prima volta nella storia, non è così remota.

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