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Il Carpi non si arrende e spera nel Tar. Doppio appello del sindaco Bellelli

Il presidente Mantovani e il consigliere Forlenza erano ieri a Roma per incaricare un avvocato da affiancare a Grassani. Protesta dei tifosi con una "promessa"

Come in ogni telenovela estiva che si rispetti, sono iniziate le giornate bollenti anche per il Carpi. Dopo l'esclusione confermata lunedì sera da parte del Collegio di Garanzia del Coni, ieri era attesa la ratifica delle sentenze da parte del Consiglio Federale, che ha però deciso in modo inatteso di prendere tempo. L'assemblea che riunisce tutte le componenti del calcio italiano ha infatti stilato una graduatoria di ripescaggi e riammissioni sia per la Serie B che per la C ma non ha al momento escluso ufficialmente e definitivamente nessuna delle società, tra cui il Carpi, bocciate lunedì dal Coni. Una decisione che non sa di salvezza in extremis ma è stata presa solamente in quanto “non conoscendo le motivazioni del Collegio abbiamo deciso di aspettare”, ha detto il presidente Gravina. Prima di escludere ufficialmente dai campionati le società bocciate e dare il via a ripescaggi e riammissioni, la Figc ha deciso di voler entrare nel merito delle motivazioni delle sentenze del Coni e attendere anche gli eventuali ricorsi al Tar. «Ma se il Tar dovesse pronunciarsi a fine agosto non aspetterò nessuno – ha precisato Gravina –. Per una questione di rispetto, esiste una decisione negativa del Collegio di Garanzia del Coni. Vogliamo capire le motivazioni e fare delle riflessioni più approfondite».

Ed è a queste riflessioni più approfondite che il Carpi vuole portare la Figc, attraverso un ricorso al Tar che gli avvocati del club biancorosso stanno predisponendo in queste ore.


Ieri il presidente Mantovani e il consigliere Forlenza si sono recati a Roma per incaricare un avvocato amministrativo che affianchi Grassani (luminare del diritto sportivo) nell'appello al Tar. Che, vista l'urgenza e la peculiarità della situazione, dovrebbe esprimersi probabilmente lunedì 2 agosto. C'è insomma una nuova dead-line, con la società che mantiene una flebile speranza di vedere riconosciute le proprie ragioni. Se così dovesse essere, la società biancorossa sarebbe reintegrata in Serie C, mentre un'altra sentenza negativa scriverebbe la parola fine.

Col Carpi FC 1909 a quel punto definitivamente fuori da ogni gioco, la palla passerebbe al sindaco Bellelli, che si è già attivato. Le norme federali prevedono infatti che in caso di mancata iscrizione o fallimento di una realtà professionistica, il sindaco possa farsi garante della sua eredità sportiva, cercando imprenditori interessati a far nascere una nuova società che prenda parte ad un campionato dilettantistico di Serie D (con un contributo a fondo perduto a favore della Figc-Lnd di 300 mila euro) o Eccellenza (100 mila).

«L'estromissione e il giudizio avverso da parte del Coni creano una situazione difficile di cui aspettiamo di avere ulteriori particolari – scrive Bellelli in una nota ufficiale –. Nel frattempo apprendiamo dalla società la volontà, legittima, di ricorrere al giudizio del Tar. Questa opportunità, appunto legittima trattandosi di una società privata, deve tener conto del fatto che il Carpi F. C. 1909 è un patrimonio che appartiene anche a tutta la città. Per questo motivo mi sento in dovere di fare due appelli: il primo è all'attuale proprietà, quello di poter considerare tutti gli interlocutori possibili al fine di assicurare al Carpi F. C. 1909 una continuità anche laddove il Tar non accogliesse il ricorso: quindi l'iscrizione della squadra a campionati diversi dalla Serie C, cosa che obbligatoriamente non può essere fatta dall'attuale compagine societaria. Il secondo appello – conclude il sindaco – è ai diversi soggetti che a vario titolo hanno dimostrato interesse, affetto, amore per il calcio della città di Carpi: chiedo loro di essere pronti a fare una riflessione insieme all'Amministrazione comunale e valutare, senza perdere tempo, un nuovo progetto sportivo da inoltrare subito all'attuale società, e mettersi così avanti nel caso le notizie provenienti dal Tar non fossero buone».

Protesta dei tifosi

Erano un centinaio abbondante i tifosi biancorossi che ieri pomeriggio si sono dati appuntamento alla palestra di via Ugo da Carpi per un corteo sfociato in un faccia a faccia con i vertici del club di via Abetone. Ultras di tutti i gruppi organizzati, ma anche semplici tifosi più o meno giovani, hanno sfilato pacificamente su via Ugo da Carpi dietro a uno striscione “vergognatevi” indirizzato alla società, che li attendeva all'interno del parcheggio degli spogliatoi del Cabassi nelle persone dei soci Marcellusi e Fantuzzi. Nonostante la palpabile tensione nell'aria, è andato in scena un confronto civile, con Marcellusi che ha spiegato come il principale nodo contestato al Carpi sia il tardivo accordo con l'Inps per la rateizzazione dei contributi. Secondo il vicepresidente biancorosso, Covisoc e poi Collegio di Garanzia del Coni si sarebbero soffermati proprio sullo sforamento del termine perentorio del 28 giugno come motivazione sufficiente per respingere la richiesta di iscrizione del club, che è però fiducioso che al Tar ci sia una lettura più “civilistica” dell'operato. Marcellusi e Fantuzzi hanno ammesso le responsabilità per gli errori commessi e, parlando di futuro, si sono impegnati ad essere più trasparenti in caso di riammissione alla C. Se invece dovesse arrivare una nuova bocciatura e quindi una ripartenza dai dilettanti affidata al sindaco, i tifosi hanno strappato ai due una promessa a versare alla nuova società che si dovrebbe costituire i 300 mila euro (sotto forma di sponsorizzazione) necessari a ripartire dalla Serie D. Sollecitato in proposito, Marcellusi ha però rivelato che, almeno al momento, il sindaco non avrebbe però una soluzione pronta.