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Modena La studentessa Rodini dedica l’oro olimpico a Massimo Neri docente di Unimore

«Mi ha fatto molto piacere: non me l’aspettavo proprio Ha sempre grande rispetto senza avanzare mai pretese» 

MODENA «Valentina è una persona di cui essere orgogliosi»:.

Massimo Neri è il docente Unimore ringraziato pubblicamente dalla canoista d’oro Valentina Rodini. L’atleta Unimore è diventata a Tokyo la prima italiana a salire sul gradino più alto del podio (insieme a Federica Cesarini) nel canottaggio femminile ai Giochi. La studentessa magistrale in Management e comunicazione d’impresa e il professore sono rimasti in collegamento dal Giappone all’Emilia. La 26enne cremonese ha dedicato un pensiero grato a Neri alle colonne della Gazzetta dello Sport.



«Ringrazio il professor Massimo Neri - il tributo della campionessa olimpica alla “Rosea” - che mi supporta e che sa che lo sport non è un ostacolo per chi si impegna pure in altro».

Rodini aveva espresso un pensiero simile sul nostro giornale.

«Lo sport insegna il rigore nel metodo e nella costanza - la riflessione dell’atleta - Anche se subentrano la fatica e la stanchezza, devi raggiungere gli obiettivi. La mentalità va riportata nello studio. Tanti atleti ci provano, ma non sempre ce la fanno. Chi vuole ci riesce: è difficile, ma si può».

Professor Neri, come si sente dopo il ringraziamento?

«Mi ha fatto molto piacere: non me l’aspettavo. Valentina è una persona sempre rapportata al suo dovere. Tutte le volte che siamo entrati in relazione ha avuto un grandissimo rispetto, senza avanzare mai alcun tipo di pretesa».

Si aspettava vincesse un oro olimpico?

«No. Non sono un esperto di canottaggio. Le avevo però chiesto se c’erano possibilità. Lei aveva fatto capire che ci sperava, ma prima delle Olimpiadi ha avuto un problema fisico. Così ha risposto che avrebbe detto di sì senza l’infortunio però non sapeva se avrebbe recuperato la forma. Lei e Federica conoscono il loro valore e tra le righe ho capito che pensavano di farcela».

Avete continuato a sentirvi prima della gara?

«Sì, ci siamo sentiti per mail. Mi scriveva gli orari delle gare e mi descriveva le sensazioni della vigilia. In semifinale hanno fatto un gran tempo e così avevo un po’ di speranza. Ho così puntato la sveglia per la finale con l’idea di vedere una studentessa Unimore con ottime speranze di prendere una medaglia».

Rodini fa parte del programma Unimore Sport Excellence, unendo lo studio allo sport di alto livello. Che ne pensa del binomio?

«Valentina è una persona intelligente e curiosa. Abbiamo iniziato a parlare della possibilità di una tesi magistrale in relazione agli aspetti che la interessano. Intende collegare le dinamiche del gruppo, gestendo i componenti e le risorse. Mi ha raccontato che hanno uno staff di supporto che gestisce tutto in modo professionale. Uno degli aspetti che incuriosisce è allargare il campo non solo allo sport. Ci sentiremo dopo i Giochi».

Che emozione sarebbe per lei essere il relatore di una campionessa olimpica?

«Bisogna comprendere che intenzioni ha. A prescindere se sarò o meno il relatore, il giorno della tesi sarà comunque di festa, orgoglio e passione. Le manca ancora qualche esame e spera la discussione accada presto e in presenza. Sarebbe bellissimo per tutti: la commissione e i colleghi. Valentina è una persona di cui essere orgogliosi e sono molto contento. Mi sono anche commosso durante la gara». —