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Chievo “bocciato” dal Tar e il Carpi cambia strategia

L’estromissione dei veneti dalla Serie B ha spinto il club biancorosso a chiedere l’aggiornamento dell’udienza a domani per presentare nuovi documenti difensivi 

La sentenza del Tar del Lazio sul ricorso del Carpi contro la sua estromissione dalla Serie C non è arrivata ieri sera e non arriverà nemmeno oggi.

La società biancorossa – ricevuta al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ieri alle 16.30 – ha infatti chiesto un aggiornamento dell'udienza a domani, giovedì, a causa di sopraggiunti motivi che necessitano di integrazioni alla documentazione.


Tutto porta questa richiesta del Carpi al decreto del Tar che nella mattinata di ieri ha di fatto posto la parola fine alle speranze del Chievo. Gli ex mussi volanti si sono infatti visti respingere la richiesta di sospensiva e assegnare l'udienza collegiale del Tar solo al 6 di settembre. Il decreto con cui il Tar ha negato al Chievo la sospensiva poggia infatti fondamentalmente su un criterio: il mancato rispetto del termine perentorio del 28 giugno per la presentazione della documentazione completa necessaria all'iscrizione. Oltre ad un rispetto ferreo di questo termine, che il Tar ritiene necessario per garantire un'organizzazione efficiente della stagione calcistica e la par condicio tra tra le varie squadre aspiranti all'iscrizione ai campionati, la sentenza del Chievo ribadisce anche un altro punto fondamentale: tutti i documenti presentati dopo quella scadenza non possono essere presi in considerazione, così come la normativa emergenziale in tema di Covid.

Una posizione che ha suggerito ai legali del Carpi un cambio di strategia difensiva, per far leva su argomenti che possano scardinare questo muro invalicabile del termine perentorio. E' infatti risaputo – sin dalle motivazioni di Figc e Coni – che al Carpi è stata contestata al 28 giugno un'inadempienza sui contributi Irpef e Inps dei propri tesserati. Ad analizzare nuovamente il caso biancorosso nella giornata di domani sarà un giudice monocratico differente rispetto a quello che ha aperto ieri la trattazione del Carpi.

L'obiettivo dei legali del club di via Aberone in questa fase è quello di ottenere la sospensiva della sentenza del Collegio di Garanzia del Coni che congeli i provvedimenti della Figc in attesa di un'udienza collegiale in camera di consiglio che il Tar dovrebbe a quel punto convocare d'urgenza. Mettendo quindi la Figc nelle condizioni di dover attendere: il presidente Gravina è infatti stato incaricato dal Consiglio Federale di dover gestire la questione esclusioni-ripescaggi e ha lasciato intendere di voler attendere le sentenze del Tar ma solo se queste arriveranno in tempi celeri. Cosa che non accadrà al Chievo, a cui - senza una sospensiva - è stata fissata l'udienza il 6 di settembre. Una data che Gravina non aspetterà sicuramente, perchè per allora i campionati saranno già iniziati. Un percorso ad ostacoli che il Carpi sta provando a ridisegnare, ma la sensazione è che ai biancorossi serva un'autentica magia del proprio pool di legali per evitare un altro “no”. Che comporterebbe di fatto la fine del Carpi Fc 1909 e lo svincolo di tutti i calciatori, rientrati ieri in città dopo la naturale e già annunciata conclusione del ritiro di San Zeno di Montagna. —

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