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Modena: Ngapeth torna da campione olimpico

Finale alla Francia (3-2 alla Russia): oro anche per Grebennikov e Tillie. Bruno e Leal, ko con l’Argentina, solo quarti

Andrea Lolli

Dalla coppia Bruninho-Lucas a Rio 2016 a quella formata da Earvin Ngapeth, assieme a Jenia Grebennikov, in quel di Tokyo. Senza dimenticare Kevin Tillie, altro ex di Modena. Il titolo olimpico del volley maschile è ancora una volta a forti tinte gialloblù e per la seconda volta consecutiva conquistato da una formazione, nell’occasione la Francia, che ha oltremodo faticato nel girone eliminatorio, strappando il pass per i quarti di finale con il quarto ed ultimo posto disponibile. La storia si ripete nei modi, ma non nei personaggi perché per i transalpini non solo è il primo titolo a cinque cerchi, ma anche la prima medaglia ed il primo piazzamento di prestigio dopo un ottavo, due noni ed un undicesimo posto nelle quattro occasioni in cui la Francia ha conquistato la qualificazione per i giochi. E a trascinare il sestetto di coach Tillie non poteva essere che il proprio leader, tornato Monsieur Magique dopo tre anni avari di soddisfazioni a Kazan e pronto a calarsi nuovamente nel Tempio del Volley con ritrovato entusiasmo e fame, a maggior ragione dopo un successo così importante. Ngapeth si è preso la rivincita sconfiggendo due volte in poche settimane una nazione, la Russia, che poche gioie gli ha riservato in entrambe le parentesi che lo hanno visto protagonista a livello di club e se il suo ritorno a Modena sarà come nel 2014, dopo la ‘fuga’ da Kemerovo, per i tifosi gialloblù ci sarà di che divertirsi. Per quanto riguarda più strettamente il match che ha chiuso il programma maschile alla Ariake Arena, invece, i francesi si sono imposti 3-2 dopo aver rimontato un primo parziale condotto in lungo e in largo dai russi ed essere poi stati, viceversa, rimontati dal 2-0. Top scorer con 26 punti ed una gara da MVP proprio Ngapeth che ha superato nello scontro diretto lo schiacciatore Kliuka e l’opposto Mikhaylov, fermi rispettivamente a 20 e 21 e con quest’ultimo che ha attaccato out il pallone che ha chiuso l’incontro.


Finale di Olimpiadi più amaro che mai, invece, per il Brasile di Bruninho e Leal che chiudono al quarto posto sconfitti anche nel sentitissimo derby sudamericano con la sorprendente Argentina in una gara finita al quinto set come la finalissima. Il palleggiatore verdeoro ha espresso sui social tutto il proprio rammarico per questo epilogo, sottolineando i propri errori, ma anche i meriti di un avversario che si è ripetuto dopo Seul 1988 tornando sul terzo gradino del podio. Delusione, ma ormai datata infine anche quella degli Stati Uniti di Christenson, Holt e Anderson che sono rimasti a guardare le gare più emozionanti dopo il clamoroso quinto posto nel girone eliminatorio.