Contenuto riservato agli abbonati

Il presidente Rossi: «Ho grande fiducia nel nuovo Sassuolo. Obiettivo l’Europa»

«Mister Dionisi mi ha fatto subito un’ottima impressione Sul mercato scelte in ottica futura, ma rosa competitiva» 

Presidente Rossi, che impressione le fa questo “nuovo” Sassuolo?

«Buonissima, dopo i tre punti a Verona dovevamo vincere anche con la Sampdoria ma ci siamo mangiati troppi gol. E a Roma, nonostante l’immeritata sconfitta, abbiamo fatto un partitone. Questo inizio mi fa ben sperare per il futuro. Sono moderatamente ottimista».


Il suo giudizio su Dionisi.

«È una persona con la testa sulle spalle, ha le sue idee ma le mette in pratica in maniera soft, rispettando il lavoro di De Zerbi e della società».

Il Sassuolo è uscito indebolito dal mercato?

«Per me non si è indebolito, era giusto aggiornare la rosa. Sono andati via due giocatori davvero validi, Locatelli campione d’Europa e Caputo, uno che l’ha sempre buttata dentro. I sostituti non sono male, soprattutto in prospettiva. Ad esempio Frattesi a me piace molto, gli serve solo esperienza. In attacco Carnevali e Rossi hanno scelto di dar fiducia ai giovani Raspadori e Scamacca, due ragazzi dal grande futuro. Credo che Dionisi abbia a disposizione un parco giocatori abbastanza buono».

Dove può arrivare questo Sassuolo?

«Dipende da vari fattori, anche da gare come quella di domenica a Roma dove, con un pizzico di fortuna in più, potevamo conquistare punti pesanti. In ogni caso vogliamo stazionare nella parte sinistra della classifica e l’Europa deve rimanere il nostro obiettivo».

Si aspettava il “mal di pancia” di Berardi?

«No, ma non c’è da sorprendersi. Credo che un atteggiamento del genere sia fisiologico in chi vorrebbe andare via. Berardi aveva il desiderio di provare una nuova esperienza, non potevamo metterci di traverso e mi dispiace per lui che non sia arrivata un’offerta adeguata. Ma dall’altra parte mi fa molto piacere sia rimasto con noi: Berardi è Berardi, negli ultimi dieci anni il Sassuolo si è sempre basato su di lui».

A Roma è tornato dopo due auto-esclusioni, rinunciando alla fascia di capitano. Un gesto apprezzabile.

«Domenica scorsa Berardi si è comportato benissimo, da vero professionista. Una prestazione perfetta in tutti i sensi, ancora una volta ha dimostrato di chi pasta è fatto».

Stasera De Zerbi debutta in Champions. Rimpianti?

«De Zerbi da noi ha fatto benissimo e si sta ripetendo in Ucraina. Stasera con il suo Shakthar debutta in Champions League, una vetrina prestigiosa: se la merita, sono contento per lui».

A proposito di ex tecnici del Sassuolo: per Di Francesco quarto esonero di fila...

«Una cosa inspiegabile. Dopo Roma evidentemente si è rotto qualcosa, anche nel suo staff. Mi dispiace tanto, è un allenatore che sa lavorare e che stimo. A Verona aveva tanta voglia di riscattarsi dopo gli esoneri con Roma, Sampdoria e Cagliari. Peccato».

Vedere tutti questi ragazzi del Sassuolo in Nazionale che sensazione le dà?

«Una soddisfazione enorme, l’ennesima dimostrazione che da 10-15 anni a questa parte il settore giovanile del Sassuolo ha saputo lavorare bene, facendo fruttare gli importanti investimenti della società. Un orgoglio incredibile vedere Raspadori, Berardi e Scamacca tutti e tre in campo insieme con la Lituania. Non per vantarsi, ma il Sassuolo si conferma una splendida realtà costruita nel tempo. Innanzitutto grazie a Squinzi e alla Mapei per aver ideato il progetto, poi sono state scelte le persone giuste. Il capitale umano è determinante».

Venerdì arriva il Torino, avversario che evoca ricordi tutt’altro che piacevoli.

«La memoria mi riporta a quell’incredibile sconfitta del marzo scorso a Torino che ci è costata l’Europa. Stavamo 2-1 per noi all’86’ e abbiamo perso 3-2, pazzesco... Tra l’altro il Torino storicamente è sempre stato un avversario difficile per il Sassuolo, fin dai playoff di B persi con Pioli. Venerdì sarà una partita delicata, da prendere con le molle».

E il Modena riuscirà a decollare?

«Quello della famiglia Rivetti è progetto ambizioso, ma non è semplice mettere insieme venti giocatori nuovi nonostante un tecnico esperto. Ai tifosi dico di avere pazienza, ricostruire non è semplice, ma sono convinto che questa squadra verrà fuori. Modena è Modena, doveroso tirarsi fuori dalla palude della Serie C».

© RIPRODUZIONE RISERVATA