Contenuto riservato agli abbonati

Proli: «Il progetto Mo.Ba. è vivo e vegeto Faremo una Serie D con i nostri giovani»

«Niente C Gold o Silver, il blocco per la pandemia ci ha fatto tornare all’idea iniziale. Questione di costi e struttura»

Fabrizio Morandi

L’estate cestistica modenese aveva avuto un sussulto quando aveva visto Mo.Ba Basket, il nuovo e ambizioso progetto nato dalla fusione fra SBM e PSA e propiziato dall’ex general manager dell’Olimpia Milano Livio Proli, iscritta “solo” alla Serie D.


Riavvolgiamo un attimo il nastro: un anno fa la presentazione in pompa magna del progetto Mo.Ba con iscrizione alla Serie C Gold e dichiarazioni che fanno sognare la Modena cestistica, poi il Covid che ri-blocca per il secondo anno consecutivo i campionati, la FIP che decide di proseguire comunque i campionati retrocedendo chi non vi parteciperà, Mo.Ba che come tante altre squadre rinuncia alla partecipazione e la stagione che se ne va.

Sarebbe logico a questo punto trovarsela in Serie C Silver, tant’è vero che a marzo nel sodalizio modenese arriva come general manager Pietro Manzini, ma poi le liste estive ci raccontano di una Mo.Ba in Serie D a cui fanno seguito mille voci che si rincorrono di disimpegno e di progetto andato a rotoli prima ancora di cominciare.

Vero? Falso? Ne abbiamo parlato proprio con Livio Proli col quale abbiamo fatto un punto della situazione.

Proli, ci racconta cosa è successo con la Serie C Silver scomparsa?

«È successo che siamo ritornati al progetto originale, quello di una Serie D e dei nostri giovani. La Serie C Gold come raccontammo a suo punto era una chance nata per caso, ma poi il blocco per la pandemia è servito per schiarirci ulteriormente le idee su chi siamo e cosa vogliamo fare. Per la nostra struttura attuale meglio la Serie D della C Gold e della C Silver, sia per una questione di costi che di struttura. Per la Serie C Gold c’eravamo impegnati con giocatori da fuori e costi lievitati, ora con la D questo problema non sussiste».

Che squadra sarà quella che affronterà il campionato di Serie D?

«Sarà una squadra composta da diversi ragazzi senior del modenese (si parla di Mancin, Ayiku, W.Mantovani e Twum, ndr) e completata dai ragazzi delle giovanili ereditati dalla fusione fra PSA e SBM».

Per la prima squadra avevate preso una persona esperta come Manzini, poi, cos’è successo?

«Non abbiamo trovato una visione comune e abbiamo avuto diversi qui pro quo, così dopo avere provato per alcuni mesi, siamo intervenuti direttamente io e Coppeta azzerando la situazione e ritornando indietro, prendendo direttamente in mano la cosa».

Si è parlato di disimpegno della società cosa c’è di vero?

«Assolutamente nulla. Abbiamo rinforzato lo staff tecnico con l’arrivo di due giovani tecnici di scuola modenese che erano a Livorno e Reggio Emilia e abbiamo intenzione di investire forte sul Minibasket come era nel nostro progetto iniziale. Claudio Coppeta oltre che come allenatore della prima squadra resta come direttore sportivo e responsabile di tutte le squadre giovanili oltre al minibasket. Ed abbiamo continuato a cercare di fare network con le società della provincia. Con qualcuno c’è già riuscito, con altri no, ma stiamo lavorando seriamente in quella direzione».

Altro capitolo nelle voci estive, quello dell’abbandono di Oreste Vassalli, cosa ci può dire?

«Posso solo dire che Oreste è una bravissima persona che per esigenze personali di tipo familiare si è presa un anno sabbatico dalla nostra società. Resta all’interno dei quadri societari essendo uno dei soci e quando potrà sarà con noi. È stato di supporto nel ridisegnare la struttura anche per la parte Minibasket che aveva in carico e speriamo di averlo di nuovo con noi presto».

Ultimo capitolo voci, quello dell’extra basket col progetto orizzontale intersportivo di cui non si è più parlato, e dei progetti paralleli, qual è la situazione?

«La situazione è assolutamente sotto controllo. Siamo tornati a vincere il bando palestre che ci permetterà per un quadriennio di avere in gestione le palestre Ferraris e Saliceto Panaro onde fare attività. Abbiamo dato nuova linfa al progetto per i bambini autistici sotto la nuova etichetta di Am.Bo acronimo che strizza l’occhio a Mo.Ba. Mentre per la struttura a cui avevamo pensato come polo di aggregazione (si parlava all’epoca del Mammut, ndr) non è stato possibile procedere oltre e sono state fatte altre scelte, che però – non ho dubbi – gioveranno alla città per la serietà delle persone coinvolte nel progetto».

In conclusione che anno e cosa si aspetta Proli per Mo.Ba?

«L’obiettivo primario è quello di avere trecento-quattrocento bambini subito in palestra, dopo questi due anni quasi di pandemia, è la cosa a cui teniamo tutti di più, ripartire e fare attività. Lavorare in palestra e cercare di farlo il meglio possibile. Non voglio nemmeno pensare all’eventualità di un altro anno come quello che abbiamo appena trascorso» - conclude Proli -.

E ora, dopo un’estate turbolenta, che la parola ritorni al campo è quello che ci auguriamo un po’ tutti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA