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Quello stop agli abbonamenti che pesa sulle tasche dei tifosi

Come gli altri club di Serie A il Sassuolo costretto a muoversi di partita in partita, ma di fronte a una riapertura degli stadi fino al 75% sono auspicabili agevolazioni

Sassuolo. La pandemia da Covid 19 ha stravolto la vita di tutti sotto moltissimi aspetti, da quelli prioritari a quelli futili, se così si possono definire i cosiddetti "hobbies". Tra questi ultimi c'è sicuramente il poter accedere agli stadi per la partita della squadra del cuore.

Sebbene dall'inizio della stagione sia possibile farlo, è altrettanto vero che, a causa dell'incertezza sulla capienza degli impianti e sulla durata delle riaperture (lo spettro di eventuali chiusure aleggia ancora), la parola "abbonamento" è scomparsa. Poco cambia, diranno i frequentatori occasionali, cambia eccome, dicono invece quelli che i match preferiscono vederli live piuttosto che dal divano, siano essi scontri di bassa, media o alta classifica. A risentirne di più rispetto ad altri, sono i supporters neroverdi, abituati nel corso degli anni ad usufruire di abbonamenti decisamente convenienti e da formule speciali come quella family, confezionata su misura per il pubblico del Sassuolo, composto in gran parte da famiglie.


Ad oggi, il club neroverde - che come le altre società di Serie A ha deciso di non fare abbonamenti senza stadi aperti al 100% - si sta muovendo partita per partita, aprendo le prevendite prima agli abbonati della stagione 2019/2020, che hanno diritto a una prelazione della durata di quattro giorni e a uno sconto sul prezzo del biglietto, prezzo ulteriormente ridotto per gli under 16, e poi a tutti gli altri, per i quali il costo del tagliando è più alto.

Per fare un esempio concreto, per il big match di sabato sera contro l'Inter, il prezzo in curva va dai 30 euro per gli ex abbonati (15 euro se under 16) ai 45 per gli altri; in tribuna est centrale (ex distinti, tanto per capirci), le tre tariffe sono rispettivamente 50, 30 e 90 euro, a cui si aggiungono prevendita e commissioni varie.

È chiaro che i numeri sono diversi in gare come quella con la Salernitana, un ex abbonato poteva accedere alla curva con soli 10 euro ma, se si ipotizza che a voler andare allo stadio con continuità sia una famiglia di tre o quattro persone, allora il calcio diventa a tutti gli effetti una voce importante nel bilancio mensile.

Se poi ai costi dello stadio si aggiungono i due o tre abbonamenti necessari per vedere campionato e coppe europee in tv, diventa evidente che la stagione 2021/2022 non è affatto leggera per le tasche degli italiani.

Quanto pagherà questa politica? Al momento non tanto. Gli spettatori sul divano sono drasticamente calati, Juventus-Milan è stata vista da 852mila spettatori contro i 2.4 milioni dello scorso anno, e gli spalti faticano a raggiungere il limite delle capienze consentite. Lunedì il CTS ha ipotizzato una riapertura fino al 75% per gli stadi, se fosse confermato, è chiaro che pensare ad una campagna abbonamenti o a pacchetti ad hoc sarà una mossa fondamentale per riportare i fedelissimi negli impianti, altrimenti recuperare le perdite degli ultimi due anni diventerà da difficile a impossibile.