Alla soglia dei 40 anni e dopo 240 reti bomber Zocchi dice basta

«Era ora di ritirarsi, ho dato il massimo. Gol indimenticabile? Quel rigore al 96’ decisivo per la salvezza della Pavullese»

Paolo Braglia

Simone Zocchi, per anni uno degli uomini simbolo del calcio dilettantistico modenese, appende le scarpette al chiodo. L’attaccante classe 1981 ha legato il suo nome soprattutto ai colori biancoverdi della Sanmichelese, società nella quale ha militato per otto anni arrivando anche a ricoprire il ruolo di capitano. In passato ha giocato per Fiorano, Dorando Pietri Carpi, Pallavicino e Pavullese. L’ultima tappa alla Cittadella. Un viaggio durante il quale il gol è stata una costante, dato che Zocchi ha toccato quota 240 reti. Numeri che parlano, ma non chiamatelo ‘bomber’: “Non sapevo giocare da centravanti – dice ridendo Zocchi – non mi divertiva, facevo la seconda punta o l’esterno d’attacco”. Ora gol e partite diventano momenti da ricordare con il sorriso: “Era da un po’ che stavo pensando al ritiro – spiega – quando arrivi a 40 anni comincia a diventare difficile anche la gestione degli allenamenti dal punto di vista fisico. Sono sereno perché più di così non potevo dare, mi sono divertito tantissimo. C’è un piccolo rammarico, ovvero non aver potuto giocare un’ultima partita davanti al pubblico a causa della pandemia”. Il calcio dilettantistico potrebbe essere anche nel futuro dell’ormai ex attaccante, che magari potrebbe ritagliarsi un ruolo dirigenziale o in panchina: “Adesso voglio prendermi una pausa. Resta un ambiente che mi piace, quindi ci potrò pensare sicuramente”. I ricordi più belli?: “Vincere il campionato con la Dorando Pietri Carpi, la promozione in Serie D con il Fiorano vincendo lo spareggio, la salvezza in D della Pavullese a Ravenna”. E a proposito di Ravenna, proprio in quella partita è arrivata la rete che Zocchi porta nel cuore: “Il gol emotivamente più significativo e che mi ricorderò per sempre è quello su rigore al 96’ contro il Ravenna, decisivo per la salvezza della Pavullese”. Alla fine della carriera da calciatore Simone Zocchi dedica un pensiero a chi, in un modo o nell’altro, è stato parte della sua avventura: “Una dedica la faccio ai miei familiari, mia mamma ed in particolare mio papà che veniva quasi sempre a vedermi e che è venuto a mancare da alcuni anni. Calcisticamente al presidente del Fiorano Milani, che mi ha cresciuto da ragazzino, a Pistoni e Pancani della Sanmichelese, agli allenatori Pivetti, Zironi e Frigieri”.


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