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Sassuolo bello e incompiuto

Scamacca show con una doppietta, i neroverdi non chiudono la partita sprecando l’impossibile e al 90’ incassano il pareggio beffa del Genoa

GENOVA. Per essere bello, questo Sassuolo è bello. Non v’è dubbio. Ma resta pur sempre un incompiuto. Reduci da 4 sconfitte nelle ultime 5 partite, i neroverdi di Dionisi per 50 minuti buoni hanno messo alle corde un Genoa allo sbando. Segnando due gol con l’ex Scamacca, vedendosene annullare uno per una questione di millimetri, colpendo un palo e sprecando almeno tre occasioni clamorose per il 3-0. Poi la giostra neroverde ad un certo ha smesso di girare. Un black out del quale ha approfittato un Genoa che, rivoltato da Ballardini anche tatticamente, ha gettato sul campo cuore e rabbia, giocando con la bava alla bocca. Invece di schiacciare sull’acceleratore per assestare il colpo del definitivo ko, il Sassuolo s’è intimidito, ha perso lucidità finendo per abbassare il baricentro e andare in sofferenza. Il Genoa, pur rischiando (Scamacca in apertura di ripresa si è mangiato il gol del 3-1 da zero metri), ha avuto il merito di crederci fino alla fine e proprio al 90’ ha pareggiato con Vasquez sfruttando un angolo.

Il 2-2 finale è un premio all’orgoglio del Genoa, che prende una boccata d’ossigeno salvando la panchina di Ballardini, ma suona beffardo per un Sassuolo che al Ferraris ha lasciato due punti incredibili. Malasorte, ma soprattutto imprecisione: questa la colpa degli uomini di Dionisi, incapaci di mettere la pietra tombale su un match che avevano in pugno. Il problema è che le partite non durano 50 minuti, ma 90 più recupero. Difficile spiegare la metamorfosi di un Sassuolo che ad un certo punto ha perso le sue certezze, facendosi attanagliare dalla paura. È sulla tenuta mentale della squadra che Dionisi dovrà lavorare in vista della partita di sabato col Venezia, dove torneranno a disposizione gli influenzati Boga e Traoré.


SCAMACCA SHOW

Ieri a Marassi tutti gli occhi erano puntati sul grande ex Gianluca Scamacca. Dodici gol la scorsa stagione con la maglia del Genoa, ancora a secco con quella neroverde. Dionisi per la prima volta in stagione gli ha (finalmente) dato fiducia dal primo minuto e il 22enne attaccante romano l’ha ripagato con un inizio di partita devastante. Innescato da uno splendido tacco no look di Raspadori, Scamacca fa centro ma dopo 5' di attesa per l'intervento del Var, il gol è annullato per un millimetrico fuorigioco. Questo accade al 9’. Tra il 17’ e il 20’ il bomber del Sassuolo confeziona la doppietta, imbeccato prima da Berardi e poi da Toljan. Sassuolo avanti 2-0 e assoluto padrone del campo con pressing alto, passaggi precisi tra le linee e trame di gioco studiate a memoria, retaggio del Sassuolo “dezerbiano”. Ma come ai tempi di De Zerbi talvolta ai neroverdi si spegne la luce: e dal nulla il Genoa torna in partita con una capocciata di Destro che beffa Rogerio e soprattutto un Consigli apparso poco reattivo nell’occasione. Prima dell’intervallo il Sassuolo fa in tempo a sprecare due gol quasi fatti con Raspadori e Djuricic, il cui tiro deviato da Sirigu s’infrange sul palo.

METAMORFOSI

In apertura di ripresa ancora Scamacca da due passi incredibilmente non inquadra la porta vuota. L’ennesima, monumentale occasione gettata alle ortiche dal Sassuolo. Nel calcio certi errori si pagano con gli interessi, anche perchè si finisce per infondere coraggio agli avversari. Il Genoa si fa aggressivo, alza il pressing e di conseguenza il Sassuolo inizia a balbettare nella gestione della palla. I neroverdi appaiono stanchi, rinculano e vanno in sofferenza, Dionisi inserisce prima Harroui per Raspadori, poi Defrel e Kyriakopoulos. Ma ad avere le occasioni è il Genoa: Ekuban spreca due ghiotte chance, poi ci mette una pezza Consigli. Nel finale Ballardini si gioca anche la carta Caicedo, al debutto assoluto, passando al 4-2-4. E allo scadere Vasquez, bronzo all’Olimpiade di Tokyo con il Messico, su angolo di Rovella s’infila tra Chiriches e Ferrari e di testa firma il clamoroso pareggio.

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