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Il Modena trionfa a Pescara

Splendida prestazione dei gialli nel big match dell’Adriatico: Mosti apre le danze, pari di Ferrari, al 40’ Ogunseye su rigore firma l’impresa

Paolo Vecchi

pescara. Un capolavoro, un colpo da novanta e aggiungiamoci pure qualcosa perchè il Modena a Pescara realizza l’impresa che può far svoltare una stagione ancora all’insegna di qualche incertezza. I gialli e Tesser azzeccano tutto aggiudicandosi il confronto con gli uomini di Auteri e dell’ex Matteassi grazie a una prova di forza costruita nel gioco e nel carattere. Mosti fa secco il Delfino che riesce a recuperare con Ferrari, ma capitola di nuovo al 41’ quando Ogunseye dal dischetto sigla il 2-1. Ma è nella ripresa che il Modena dà il meglio annichilendo gli abruzzesi soprattutto a centrocampo, il reparto che finora aveva convinto di meno. Quattro vittorie in cinque partite, se proprio deve andar male, avanti così. Tesser conferma le indicazioni della vigilia soprattutto per quanto riguarda l’attacco dove Ogunseye, al rientro da tre turni di squalifica, parte dall’inizio con Giovannini che ha la sua grande occasione. Nulla da fare per gli infortunati Bonfanti e Marotta. Minesso è in panchina dove c’è anche Tremolada che cede il posto a Mosti vertice alto del rombo di centrocampo completato dai due interni Scarsella, che rileva Di Paola, e Armellino con Gerli regista basso. Tra i pali Gagno e c’è una novità anche in difesa con Ciofani, il grande ex, che si riprende la fascia destra, Azzi emigra a sinistra, Silvestri e Pergreffi sono confermati al centro della linea a quattro.


Auteri rinuncia al 4-3-3 e si oppone con un 3-4-1-2: Di Gennaro in porta, Illanes, Ingrosso e Frascatore i tre della retroguardia abruzzese. A centrocampo Pompetti e Memushaj affiancati con Zappella e Nzita sugli esterni. Davanti Clemenza alle spalle delle due punte De Marchi e Ferrari.

Una cinquantina di tifosi canarini sono all’Adriatico a sostenere i gialli nel big match con il Delfino. Che inizia con un brivido: dopo 30 secondi, su cross di De Marchi, Ferrari devia da due passi per fortuna tra le braccia di Gagno. Col passare dei minuti inizia a delinearsi bene sul campo lo schieramento canarino con Ogunseye punta centrale di riferimento e Giovannini a girare intorno a Robertone mettendosi quasi in linea con Mosti. Un lavoro tra difesa e centrocampo del Pescara che infastidisce gli uomini di Auteri e permette ai gialli, sostenuti da un grande Gerli, di mantenere i giusti spazi tra i reparti riuscendo ad accorciarsi anche in fase offensiva. Al 5’ i canarini gelano l’Adriatico: Ogunseye lavora un pallone sulla sinistra e lo serve all’accorrente Mosti che entra in area ai mille all’ora e fulmina Di Gennaro di sinistro. Gran gol e Mosti assieme a Gerli regala al Modena un cambio di passo in mezzo al campo finora sconosciuto. Buono anche il lavoro di Scarsella e Armellino entrambi in netta crescita. Al 21’ i gialli hanno la chance del raddoppio: Gerli ingrana la quarta e si divora il campo, aspetta che Giovannini allarghi la difesa biancoazzurra e serve Ogunseye libero in area sulla sinistra, ma l’attaccante manca la porta divorandosi il 2-0. E come sempre nel calcio arriva la punizione e a castigare è Ferrari che prende il tempo a Pergreffi su un cross di Nzita e fulmina Gagno. Il pareggio rivitalizza il Pescara che inizia a spingere con convinzione, ma in campo c’è anche un bel Modena che, per nulla intimorito, va a prendersi un nuovo vantaggio. Siamo al 41’ imbucata di Ogunseye per Giovannini steso in area da Illanes in recupero. Monaldi indica il dischetto sul quale non va Mosti, ma Ogunseye che spiazza Di Gennaro.

Nella ripresa Auteri le prova tutte, anche il doppio centravanti, ma Tesser fa tutto bene: inserisce Ponsi per cautelarsi meglio sulla destra, poi dentro Di Paola per lo stremato Mosti e alla fine Minesso e Baroni, passando alla difesa a tre, per Giovannini e Scarsella. Cambi che hanno permesso al Modena di mantenere sempre il controllo del match, di essere costantemente pericoloso lasciando solo le briciole e la polvere al Pescara. Perchè tra le stelle ci vola il Canarino.

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