Van Garderen: «Bello lo scudetto in Turchia, ma io volevo l’Italia»

«Ad Ankara ho passato l’ultima stagione chiuso in albergo Quando Modena mi ha chiamato ho risposto subito sì»

La presentazione della partnership tra Modena Volley e Prodomo Servizi, rappresentata dal titolare Paolo Lutti e arrivata alla sesta stagione consecutiva, ha offerto l’opportunità di ascoltare le sensazioni di Maarten Van Garderen, 200 centimetri, 32 anni, schiacciatore olandese della squadra di Andrea Giani, quando mancano ormai solo tre giorni al ritorno in campo in SuperLega contro Vibo Valentia.

«Abbiamo avuto il tempo per provare a migliorare dopo il ko di Monza all’esordio, ma adesso, dopo questo lungo periodo di lavoro in palestra credo sia proprio arrivato il momento di tornare in campo: c’è tanta voglia, non solo da parte mia, ma anche di tutti i miei compagni».


La partita di sabato contro Vibo Valentia non sarà delle più semplici.

«Loro sono una bella squadra, si sono rinforzati molto rispetto all’ultimo campionato dove già avevano fatto benissimo. A Modena, poi, come tanti nostri avversari, potranno giocare sciolti, tirando a tutto braccio, vedo un match impegnativo. Allo stesso tempo, pur rispettando tutti, noi dobbiamo pensare solo a noi stessi, se giocheremo come sappiamo di certo andrà tutto alla grande».

Sarà davvero un sabato speciale con la presenza del pubblico che al PalaPanini è sempre un fattore importante.

«Avverto un grande desiderio da parte di tutti noi di poter finalmente giocare con la presenza dei tifosi e penso anche che loro attendano da tempo di poter vedere di nuovo la loro squadra dal vivo in campionato: ci sono le basi perché possa essere una serata affascinante per tutti».

Maarten Van Garderen avrà un ruolo diverso rispetto a quello della stagione scorsa in Turchia.

«Ad Ankara giocavo titolare e alla fine abbiamo anche dato una gioia alla società vincendo il primo scudetto della storia dello Ziraat, qui invece devo farmi trovare pronto, ma so di poter dare il mio contributo. Ad Ankara è andato tutto bene, ho passato però dieci mesi chiuso tra albergo e palasport, volevo tornare in Italia e appena Modena mi ha chiamato ho detto subito di sì».