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Sassuolo, c’è da stare Allegri. Trionfo allo Stadium

Clamorosa impresa dei neroverdi che stendono la Juventus al 95’ con Lopez, conquistando la prima, storica vittoria a Torino

TORINO. E meno male che lo chiamavano Scansuolo. La banda neroverde scrive un’altra pagina di storia, sbancando per la prima volta al nono tentativo lo Stadium. Per dirla “alla Allegri”, quella del Sassuolo è stata una vittoria di corto muso, materalizzatasi all’ultimo minuto del recupero grazie al gol di Maxime Lopez. Ma sia chiaro: quello del Sassuolo non è stato un successo casuale, ma voluto e meritato. Per atteggiamento e prestazione. In vantaggio con Frattesi al tramonto del primo tempo, anche una volta incassato il pareggio di McKennie, i ragazzi di Dionisi non si sono disuniti. Difendendosi con ordine, hanno saputo soffrire ricorrendo anche ad una linea a cinque, colpendo in contropiede a pochi secondi dal triplice fischio finale. Una doccia gelata per Allegri, già in passato punito nei panni di ex dal Sassuolo. Per la Juve una pesante battuta d’arresto, che la vede precipitare a - 13 dalla vetta. Al contrario i neroverdi, al secondo successo di fila, risalgono la corrente piazzando con Dionisi un colpo solo sfiorato nel 2019 dal Sassuolo di De Zerbi.

GRAN SASSUOLO Primo tempo tutto a tinte neroverdi. Allegri concede spazio a Perin tra i pali, schiera De Ligt in coppia con Bonucci e ritrova Rabiot a centrocampo, dove preferisce McKennie ad Arthur. Chiesa e Dybala partono titolari. Dionisi fa turnover ripartendo dal 4-3-3 adottato nel secondo tempo col Venezia: Defrel vince il ballottaggio con Scamacca, Traoré mezzala sinistra, al centro della difesa Ayhan al posto di Chiriches e Muldur terzino destro. Dopo dieci minuti veementi della Juve che costruisce un paio di occasioni, il Sassuolo mette la testa fuori palesando organizzazione, coraggio e personalità. Col trascorrere del tempo i neroverdi prendono sempre più campo al cospetto di una Juve arrancante. Il 4-3-3 funziona, la squadra appare equilibrata in entrambe le fasi. Poco dopo il quarto d’ora Berardi, juventino mancato, manda il primo avviso a Perin che si salva con la punta delle dita. I bianconeri, lenti e prevedibili, rispondono con un palo esterno di Dybala. Un lampo nel buio. Perchè il Sassuolo continua imperterrito a giocare palla a terra, eludendo il pressing juventino guidato dall’ex Locatelli (opaca prova la sua). E al tramonto della prima frazione i neroverdi gelano per la prima volta l’Allianz Stadium: splendida imbucata in area di Defrel a pescare l'inserimento di Frattesi che batte Perin. Per l’ex romanista secondo gol di fila e Sassuolo meritatamente avanti di un gol all’intervallo.

MC KENNIE ILLUDE Nella ripresa entra subito Cuadrado. E su un suo tiro a botta sicura Ayhan salva prodigiosamente sulla linea. La Juve è una belva ferita, ci riprova con Dybala (bravo Consigli) e Chiesa ma il Sassuolo resiste. E quando può riparte pungendo in ripartenza. Ma poco dopo la mezzora da una punizione tagliata di Dybala nasce il pareggio, firmato dal McKennie che svetta di testa più in alto di Ferrari e batte Consigli.

SCANSUOLO A CHI? Lo Stadium si rianima, carica i bianconeri che si lanciano all’assalto. Il Sassuolo però non si disunisce, Dionisi fa entrare Chiriches schierando una difesa a cinque per reggere meglio l’urto finale. Ma stavolta il recupero, che tante beffe ha riservato in passato ai colori neroverdi, regala un’emozione incredibile: a pochi secondi dal termine del quinto e ultimo minuto di recupero ripartenza micidiale del Sassuolo, splendida apertura di Berardi per Lopez che con il tocco sotto batte Perin in uscita. Palla nel sacco e apoteosi Sassuolo con tanti saluti a chi, in questi anni, aveva ironizzato coniando il termine Scansuolo. Per la Juventus una mazzata tremenda e seconda sconfitta casalinga stagionale dopo quella con l’Empoli, che domenica sarà ospite al Mapei Stadium. Deluso Allegri che alla vigilia aveva detto che quella col Sassuolo “era una gara non da giocare, ma da vincere”. Vatti a fidare dello Scansuolo...

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