La rimonta del Modena: Azzi, scusate il ritardo...

Brasiliano, 27 anni, è il nuovo idolo del Braglia. Tesser: «Ha qualità e spirito di adattamento»

“Strepitosa”. Con questo aggettivo Attilio Tesser ha definito la prova di Azzi nel match con la Carrarese. Un aggettivo che, soprattutto se usato da un allenatore molto equilibrato anche nel linguaggio come quello gialloblù, acquista ancora maggior valore. Un termine che non sembra assolutamente esagerato a chi ha visto la partita dell’italo-brasiliano domenica scorsa. Ha iniziato come sempre da terzino sinistro, poi, nel secondo tempo, visto che il Modena non aveva più attaccanti, si è dovuto destreggiare nell’inedito ruolo di centravanti, facendo reparto da solo. Ancor più difficile in una squadra in dieci dal 18esimo che non sempre riusciva a sganciare qualcuno per affiancarlo nella azioni di attacco. E alla fine ha trovato anche il tempo per segnare il secondo gol dei gialli. E di scherzare nel dopopartita su quel gol: “I compagni dicono che ho calciato male, ma io ho calciato bene e comunque quello che conta è che il pallone sia entrato”. Poi è andato sotto la Curva Montagnani a raccogliere le ovazioni di una tifoseria impazzita che sicuramente, e non ce ne vogliamo gli altri giocatori, ha trovato un nuovo idolo. Ma fino all’altro giorno dove era Paulo Daniel Dentello Azzi, classe 1994, nato a Braganca Paulista, Brasile? Uno che un anno fa di questi giorni giocava in Serie D. Uno di cui Tesser ha detto: “Ha gamba e qualità, oltre che spirito di adattamento”. A precisa domanda domenica Azzi ha risposto, prima scherzando, poi seriamente: “Chiedetelo al mio procuratore… No, è solo che certi giocatori sono pronti prima, altri ci mettono più tempo”. Dopo l’attività giovanile in Brasile con la maglia del Paulista, fu il Cittadella, che ha sempre l’occhio lungo, a portarlo in Italia, ma con i veneti totalizzò 4 presenze da subentrato in Serie B. Tornò per un anno in Brasile, ma nel 2015 è nello Spezia (1 presenza in B), quindi quasi solo Serie C, a Pavia, Pordenone, Siracusa, Bisceglie, dove gioca sempre (35 partite, 3 gol), e alla Pro Vercelli. Qui trova come allenatori prima Vito Grieco poi Gilardino, che puntano su di lui con continuità (27 e 24 presenze). L’anno scorso però finisce in Serie D, al Seregno, da dove a gennaio torna in C, al Lecco. Modena può diventare per Azzi la svolta della carriera. Soprattutto se gioca sempre così...