Sassuolo. Dionisi ha 5 punti in meno del primo De Zerbi

Transizione complessa: il Sassuolo del tecnico toscano fatica a reggere il confronto con la stagione 2018/19

Andrea Fratti

SASSUOLO. Il confronto tra il Sassuolo 2020-21 e quello di questa stagione parla chiaro: il club neroverde è, tra le formazioni che già militavano in Serie A, quello più peggiorato, avendo ben 9 punti in meno dello scorso anno. I numeri rivelano chiaramente le difficoltà che la squadra sta incontrando per ingranare, allo stesso tempo, però, paragonare la scorsa stagione con quella presente è ingiusto ed inattendibile. Nel 2020-’21, infatti, il Sassuolo era al terzo anno con De Zerbi, aveva avuto tempi e modi per interiorizzare le idee calcistiche dell’allenatore, aveva un’ossatura stabile e si preparava a raggiungere l’apice di quella gestione. Quest’anno, invece, le novità sono molte: dall’allenatore allo staff tecnico, passando per idee e concetti di gioco fino a variazioni rilevanti nella rosa. Volendo, sarebbe più attendibile un paragone tra il primo anno della gestione De Zerbi ed il Sassuolo di oggi, per capire come i progetti sono stati avviati, secondo quali dinamiche e ottenendo quali risultati. Partiamo, dunque, dall’analisi della classifica: nel 2018-’19, dopo le prime 12 giornate i neroverdi avevano raccolto ben 19 punti, arrivando ad occupare la settima piazza della generale, alle spalle di Juve, Napoli, Inter, Lazio, Milan e Roma. A sorprendere era stato subito l’esordio stagionale, quando il Sassuolo aveva sconfitto l’Inter, grazie alla rete di Domenico Berardi. Le altre vittorie erano, poi, arrivate con Genoa, Empoli, Spal e Chievo, mentre Lazio, Cagliari, Samp e Bologna erano state fermate sul pari. C’erano, dunque, già stati 5 match contro delle big, dai quali erano arrivati 4 punti.


Il Sassuolo di oggi fatica ovviamente a reggere il confronto: i punti in classifica sono 14, quindi 5 in meno, frutto di vittorie contro Verona, Salernitana, Venezia e Juve e di pareggi con Samp e Genoa. Di big ne sono state affrontate 4 e sono arrivati 3 punti, dalla vittoria memorabile a Torino. All’inizio dell’era De Zerbi erano già emersi alcuni tratti inconfondibili del suo gioco: il Sassuolo, infatti, segnava moltissimo, avendo già realizzato 20 gol (settimo attacco di A) e, allo stesso tempo, incassava parecchio, avendo concesso 17 reti. Oggi, la squadra segna un po’ meno (17 gol), infatti è il decimo attacco di A, ed ha subito anche un gol di più (18). Evidentemente, la transizione di oggi è più complessa, perché l’eredità di De Zerbi è pesante e creare una squadra equilibrata è un processo che richiede tempo, pazienza e gestione ferma. Il pericolo costante, però, è quello di rimanere a metà strada tra recente passato e futuro, senza capire quando e quanto poter intervenire su rosa, gioco e filosofie.

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