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Modena, la settima meraviglia

I canarini sbancano Ancona con Scarsella nel recupero del primo tempo La Banda Tesser vola al comando e aspetta la risposta della Reggiana

ANCONA. Il Modena non si ferma più. Colpo ad Ancona, settima vittoria consecutiva (record personale di Tesser) e vetta della classifica in attesa della risposta di una Reggiana, oggi impegnata a Imola, che per la prima volta sente il peso di doversi riconquistare la leadership del girone. Il successo al Del Conero, firmato da Scarsella nel recupero del primo tempo, è pesantissimo perchè conquistato contro una formazione pericolosissima e con il cinismo della grande squadra, atteggiamento che il Modena si è cucito addosso dopo il ko con il Montevarchi e che lo ha reso protagonista di una remuntada formidabile coronata dal momentaneo primato.

Squadra che vince non si tocca e, visto che il Modena viene da sei successi consecutivi, Tesser se ne guarda bene di cambiare, conferma il modulo e in larga parte anche gli uomini. Le novità sono la promozione in difesa di Baroni al fianco di Silvestri per l’indisponibilità di capitan Pergreffi e il rientro di Gerli in cabina di regia. Tra i pali c’è Gagno, Ciofani e Azzi completano il pacchetto arretrato. In mezzo Scarsella e Armellino i due interni alle spalle del trio fantasia composto dai due trequartisti Tremolada e Mosti e da Minesso punta di riferimento.


Colavitto, tecnico dell’Ancona Matelica, risponde con un 4-3-3: Avella in porta, dietro, da destra, Tofanari, Masetti, Iotti e Di Renzo. Gaspari è il faro del centrocampo e si piazza tra D’Eramo e Iannoni. Davanti un terzetto tra i più pericolosi del campionato, quello formato da Rolfini, Moretti e Sereni.

L’Ancona Matelica prova a mostrare il volto cattivo ai gialli cercando di sorprenderli con ritmo e aggressività. Atteggiamento che nella fase iniziale del match sembra premiare i biancorossi di casa. Il Modena, anche sfavorito da un fondo che rallenta la velocità del pallone, stenta ad entrare nel match, ma la Banda Tesser si mette comunque muso contro muso. Al 5’ la Dea Bendata corre in aiuto ai canarini quando Rolfini, su un errore della difesa canarina, vede Gagno fuori dalla porta e prova a beffarlo colpendo in pieno il palo. Il pericolo sveglia il Modena che quando riesce a innescare i suoi trequartisti prova a far male. E ci riesce al 12’ con Mosti che esplode un sinistro dal limite su cui Avella si supera. Al 20’, su cross di Azzi, tocca a Tremolada innescare il mancino, ma parte un tiro sporco e fuori dallo specchio. L’Ancona Matelica riprende a spingere e a tenere in apprensione gli uomini di Tesser. Al 35’ percussione di Gasperi che impegna Gagno (brava la difesa del Modena a temporeggiare e a non scoprirsi). Ma il Modena c’è e al 38’ il genio di Tremolada trova Scarsella solo in area: la mezzala sbaglia il controllo e l’occasione sfuma. In pieno recupero i gialli pescano il jolly: Ciofani per Mosti, cross per Armellino che in acrobazia rimette in mezzo per la stoccata vincente di Scarsella che sbuca dal nulla e fulmina Avella.

Al rientro in campo, il Modena costruisce la vittoria sul vantaggio appena conquistato prendendo in mano il pallino del match sostenuto da un gigantesco Gerli. Possesso palla, personalità nella gestione del match e Ancona che non riesce ad avvicinarsi alla porta di Gagno. Al 54’, però, un retropassaggio suicida di Silvetri rischia di compromettere tutto: il difensore si appoggia su Gagno senza avvedersi di Sereni che intercetta il pallone, pericolo sventato del portiere canarino. Risposta gialloblù con un tiro al volo di Minesso, innescato da Tremolada, che manca lo specchio. Tre cambi per Colavitto che inserisce benzina nel motore del Matelica. Interviene anche Tesser: fuori Mosti e Minesso, dentro Renzetti e Duca con Azzi che si porta in attacco e crea subito un brivido per Avella. Il tecnico gialloblù inserisce anche Di Paola per Tremolada, mettendosi con due mediani bassi per rinforzare il reparto centrale. Nel finale, a protezione del risultato, Bonfanti per Azzi e Maggioni per Scarsella. Difesa a cinque, Ancona Matelica che non riesce a sfondare e gatto nel sacco. Il settimo di fila per guardare, almeno per un giorno, tutti dall’alto. È festa pure sugli spalti: 250 tifosi l’impresa se la sono goduta dal vivo.

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