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«Torneo della Montagna, c’è un rinnovato interesse»

Della Casa (CSI): «L’idea è partita da alcune società, segnale importante dopo dieci anni di stop. Speriamo che l’entusiasmo si tramuti in adesioni»



MODENA. Se c’è qualcosa di relativo al Torneo della Montagna che non è cambiato rispetto a dieci, venti o trent’anni fa, quando cioè ogni estate dell’Appennino modenese era movimentata dalla rassegna calcistica del Csi, è la… poca fretta nell’iscriversi o nel manifestare più o meno ufficialmente il proprio interesse. Una specie di schermaglia tattica, un gioco a non scoprire subito le proprie carte e ad attendere che sia qualcun altro a fare la prima, o le prime, mossa/e. Ecco così che per quanto riguarda l’ipotesi, ventilata come già riportato su queste colonne durante un incontro dei giorni scorsi a Lama tra Centro Sportivo e diverse società appenniniche, di un ritorno quest’estate della gloriosa competizione, disputatasi l’ultima volta nel 2012, mentre sulla chat di whatsapp allestita per l’occasione si avverte un gran fermento, ieri alle 17 non era ancora pervenuta al responsabile calcio del Csi Bortolotti nessuna dichiarazione di interesse concreto. Un’ora dopo, però, ecco la svolta, ossia la prima società venuta allo scoperto: il Serramazzoni. Sarà la prima di una lunga serie da qui a sabato prossimo 30 aprile, data in cui l’ente di promozione ha stabilito di “fare la conta” e in base a quello decidere per il sì o per il no? E’ l’auspicio di Raffaele Della Casa, vicepresidente e responsabile delle attività sportive nonché referente organizzatore del torneo nelle sue ultime edizioni. «Sono contentissimo – dichiara Della Casa – per questo rinnovato interesse nel nostro Appennino, perché va sottolineato che l’idea di ripensare a un Torneo della Montagna è partita da alcune società, verso il ritorno allo sport giocato in chiave estiva, che significa anche ritorno alla socialità. E’ un segnale importantissimo dopo dieci anni di stop di una manifestazione gloriosa ma che chiuse il suo ciclo con un’edizione in formato assai ridotto, nonché dopo due anni di pandemia e restrizioni alle attività sportive di giovani e non solo. In anni gloriosi il ‘Montagna’ era un po’ la Coppa dei Campioni dell’Appennino modenese, come un po’ ancora è nel Reggiano. Perciò questo fermento che si è mosso, che aspettiamo di vedere se sarà concretizzato, ci inorgoglisce e ci fa capire che se proprio non dovesse essere quest’anno, nel caso non si dovesse raggiungere un numero di adesioni dignitoso, sono comunque state gettate le basi di un nuovo interesse delle società sportive per il calcio e la promozione dei territori, perché il Torneo è sempre stato anche questo. E il nostro Appennino merita di essere vissuto e visitato, anche in occasione di una partita di calcio. Saremo comunque particolarmente felici - conclude Della Casa - se tale manifestazione ricominciasse già da quest’anno e offrisse al territorio questa opportunità».


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