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Vaira: «Il Modena ha una base solida». Nel mirino Pettinari, Diaw e Donnarumma

Il ds: «Nelle mie scelte di mercato l’uomo è più importante del giocatore: così si costruiscono le squadre vincenti»

MODENA. La stagione deve ancora ufficialmente concludersi, con la gara di Bolzano che il Modena vuole vincere per alzare anche la Supercoppa di serie C, ma il mercato sta già entrando nel vivo. Dopo un primo confronto tra la proprietà, il direttore sportivo Davide Vaira e il tecnico Attilio Tesser è stata stilata una prima lista di profili da sondare per andare a rinforzare la squadra che dovrà affrontare la Serie B. Servono giocatori di categoria, in particolare in attacco, con sogni nel cassetto e obiettivi probabilmente più realizzabili: il Modena sarebbe molto attento alle vicende in casa Ternana, pronto a muoversi su due punte esperte della categoria come Alfredo Donnarumma, classe 1990 di proprietà del Brescia che già due volte ha centrato la promozione in B con l’Empoli e con le rondinelle, e Stefano Pettinari, di due anni più giovane rispetto al compagno. Secondo l’esperto di mercato Alfredo Pedullà sono loro due prime scelte del club canarino, assieme a quel Davide Diaw (1992) già cercato nel mercato di gennaio, di proprietà del Monza e ora impegnato nei playout con il Vicenza. Mirino anche su giovani di prospettiva: a centrocampo, come già scritto nelle scorse settimane, il Modena ha già bloccato Thomas Battistella (2001), rientrato all’Udinese dopo l’ottima stagione in prestito a Carrara.

Intanto il ds Vaira, ospite a Next Generation Scuola di Web Radio, ha risposto alle domande dei ragazzi del settore giovanile, a partire dal tema riguardante la costruzione dell’attuale rosa: «Tutti i giocatori che abbiamo portato quest’anno sono stati colpi importanti, per me conta molto l’aspetto umano e tutti hanno risposto bene alle mie aspettative. Ritengo sia fondamentale il rispetto e il comportamento verso i compagni e gli avversari. Azzi? Ha reso tanto, fa piacere aver portato qui uno “sconosciuto” che poi si è rivelato grande protagonista. E’ un po’ l’emblema della nostra annata, anche se tutti sono stati bravi e mi hanno reso orgoglioso. Aver cambiato parecchio forse è stata una mossa rischiosa, ma insieme alla società abbiamo valutato di modificare qualcosa e di creare una base solida da portare avanti nel corso degli anni. Il presidente ci aveva dato due anni per lasciare il pantano della C, siamo stati bravi e fortunati a vincere al primo colpo». Vaira ha parlato del rapporto con giocatori e mister: «Vivo molto lo spogliatoio, mantengo la giusta distanza con i ragazzi ma con loro ho un rapporto schietto. Tendo ad affrontare i problemi per risolverli subito. Con Tesser, invece, è facile parlare e confrontarsi. E’ una persona educata, si è creata una bella intesa. Aveva tanti estimatori, è un allenatore forte. Una società vicina a noi e con la maglia granata era interessata, ma siamo arrivati prima noi».


Il pensiero è già rivolto alla prossima B: «Servirà lo spirito avuto quest’anno, quell’unità di intenti che si è creata in tutte le componenti del club. E’ un campionato difficile e tosto, da affrontare con la massima umiltà. Una squadra vincente si costruisce con gli uomini, intesi come persone con valori perché l’uomo è più importante del giocatore. Il desiderio è crescere sempre di più. Per migliorare, bisogna lavorare duramente senza mollare e credendo in ciò che si fa. Il mio punto di riferimento? Cristiano Giuntoli, viene dal basso ed è arrivato in alto. Si è conquistato tutto da solo e con il lavoro, è un esempio da seguire».

Vaira è particolarmente scaramantico: «Ho tanti riti e ogni tanto forse esagero. Penso alle tre sigarette di Gagno, alla frase da dire a Tremolada e al fatto che sono fissato con il numero 3, oltre a guardare il match in un determinato posto e tante altre cose».