Contenuto riservato agli abbonati

Trevisan: dal padre bomber alla figlia che incanta Parigi

Martina, figlia di Claudio ex calciatore del Modena, oggi in semifinale al Roland Garros

Claudio Romiti

In attesa che Berrettini e Sinner risolvano i loro problemi fisici, che Musetti e Sonego facciano l’ultimo e decisivo salto di qualità e in attesa di qualche exploit da parte di Fognini, in questo momento il tennis italiano di vertice si declina al femminile. Grazie ai progressi di Camila Giorgi e soprattutto di Martina Trevisan. Tutti quindi a fare il tifo per lei, che oggi affronta nella semifinale del prestigioso Roland Garros la statunitense Gauff. Tutti gli italiani, e i modenesi un po’ di più, visto che la ventinovenne fiorentina è figlia di un ex giocatore del Modena, Claudio Trevisan. Martina comunque un grande tifo se lo merita a prescindere, per la sua storia personale, che, attraverso un percorso accidentato, l’ha portata allo straordinario traguardo odierno. Arriva al tennis quasi come approdo obbligato, visto che il fratello maggiore Matteo era un numero uno a livello juniores e qualche anno dopo anche lei lo imita vincendo già a sedici anni contro le professioniste. A quel punto però qualcosa si rompe dentro di lei che entra nel tunnel dell’anoressia, mentre al padre viene diagnosticata una grave malattia degenerativa. Ulteriori problemi familiari, mentre il fratello è spesso frenato da infortuni, sembrano mettere fine alla carriera di Martina, che lotta per uscire dal suo disagio e diventa maestra di tennis. Dopo quattro anni di assenza dalle gare però torna gradualmente alle competizioni, scalando le graduatorie, tanto che da ieri è numero 26 nel mondo. E alla fine del quarto di finale contro la Fernandez ha scritto sul vetro dei vincitori la dedica più bella: “Per te babbino mio”. Quel padre che è parte anche della storia del Modena: classe 1947, di Cervignano del Friuli, attaccante, cominciò con l’Imperia in Serie D, proseguendo con Pontedera (D), Cosenza (C), Mantova (B), tre anni a Montevarchi in C, tre nella Sambenedettese in B e un biennio a Fano, dove vinse la C2 segnando 18 gol. A quel punto, siamo nel 1979, approda al Modena, che dopo due retrocessioni consecutive e avere evitato per un soffio il fallimento, affronta la sua prima stagione di C2. Trevisan diventa uno dei punti di forza del Modena guidato da Bruno Pace che alla fine vince il duello con Trento e Padova e torna in C1. Il contributo decisivo di Trevisan si misura con i 10 gol, oltre ad alcuni assist. Anche se era stato accolto con scetticismo: come mai il Fano cedeva uno da 18 gol nell’ultimo torneo? La risposta, prima ancora che con i gol, Trevisan l’aveva data al suo arrivo a Modena: “Il Fano aveva pagato trenta milioni per acquistarmi dalla Sambenedettese. Ora ho 32 anni e i dirigenti del Fano, se non mi avessero ceduto quest’anno, non avrebbero più recuperato quella cifra”. Trevisan infatti arrivò in gialloblù in cambio di 30 milioni e del giovane Teggi.