Francesco III, sovrano illuminato

Governò lo Stato Estense per 43 anni. Illuministi e opere pubbliche

Con Francesco III d'Este (Il Fiorino, pag. 200, 14 euro), lo storico modenese Carlo Previdi racconta il la vita e il lungo governo (1737-1780) di uno dei più rappresentativi sovrani estensi. Di qui la monografia su una figura che sinora non aveva ancora un ritratto dedicato solo a lui.

Figlio del duca Rinaldo d'Este e di Carlotta Felicita di Brunswick-Lüneburg, nipote di Francesco I e Lucrezia Barberini, il protagonista di questa storia è il duca che ottenne nel 1741 l'agognato sbocco al mare facendo sposare il figlio Ercole con Maria Teresa Cybo-Malaspina, erede del Ducato di Massa e Carrara. Francesco III è spesso ricordato, ingiustamente, solo per la famigerata “vendita di Dresda” del 1745 quando, per risanare le casse del suo stato, dissanguate dalla guerra di successione polacca e austriaca, vendette per 100.000 zecchini cento capolavori della Galleria Estense, allora una delle più ricche d'Europa. In realtà, Francesco si diede da fare subito per ricostituire una quadreria degna della sua capitale e, come ben emerge dalle pagine di Carlo Previdi, si adoperò senza sosta per il suo popolo, in una visione di governo illuminato, ispirata da Ludovico Muratori.

Il principio di “felicità cristiana” guida il nuovo Codice Penale Estense del 1771, il secondo esempio di codificazione moderna negli stati italiani dopo quello sabaudo del 1723, ispirato da Bartolomeo Valdrighi e Gherardo Rangoni, con lo scopo di razionalizzare la giustizia e limitare l'arbitrio dei giudici. Numerose le opere pubbliche sotto il suo governo. Tra queste la via Giardini, conclusa in soli dieci anni, una delle migliori strade del tempo, che univa Modena a Pistoia attraverso l'Appennino,

Soprattutto Francesco III diede a Modena quello che oggi è l'ex Ospedale Sant'Agostino e che allora fu il Grande Spedale degli Infermi eretto a tempo di record tra il 1753-1762, che per la prima volta offrì alla città una struttura sanitaria pubblica al posto dei tanti ospedali gestiti dalle diverse Opere Pie.

Di fronte al Grande Spedale, poi, sorse tra il 1764-1767 il Grande Albergo dei Poveri, l'attuale Palazzo dei Musei, con lo scopo di affrontare un grave problema sociale. La biografia di un grande Sovrano, la cui opera ha lasciato alcuni segni indelebili nella storia di Modena e del suo territorio. (ga.so.).