L’anima della cultura armena rivive grazie a Jordi Savall

L’artista e il suo ensemble Hespèrion XXI recuperano pagine di musica antica Con loro un gruppo di solisti specializzati nell’uso di strumenti tradizionali

MODENA. Prosegue stasera alle 21 alla chiesa di San Carlo, l’Altro Suono festival con un concerto di Jordi Savall dal titolo “Spirito d’Armenia”. Savall si esibirà con alcuni musicisti del suo storico ensemble Hespèrion XXI e con un gruppo di musicisti armeni specializzati nell’uso di strumenti tradizionali e della tradizione vocale: Aram Movsisyan, Georgi Minassyan, Haïg Sarikouyoumdjian, Gaguik Mouradian e Aleksandr Sahakyan. Il programma è stato oggetto di una registrazione discografica pubblicata nel 2012 per Alia Vox, l’etichetta fondata da Savall. Il musicista, a New York in questi giorni per un tour negli Stati Uniti, dopo Modena volerà in Turchia per un concerto che si terrà ad Istanbul domani.

«L’Armenia è una delle più antiche civiltà cristiane dell’Oriente - racconta il musicista - sopravvissuta miracolosamente a una storia convulsa e particolarmente tragica. Dalla sua fondazione, essa si trova politicamente e geograficamente circondata da altre grandi culture, prevalentemente di credenze orientali e musulmane. Ha conosciuto un destino molto doloroso, punteggiato da guerre e da terribili massacri, che hanno causato la scomparsa di più della metà della sua popolazione, l’esilio di molta altra e la perdita di gran parte del suo territorio. Ciò nonostante, essa ha saputo conservare attraverso i secoli l’essenza delle sue particolarità nazionali, come prova soprattutto l’adozione di un proprio alfabeto, creato nel 405 dal monaco Mesrop Mashtots, e come mostra anche il suo ricco patrimonio architettonico, oggi sparso anche al di fuori dei suoi territori attuali. Sebbene questo patrimonio tangibile ne sia una delle testimonianze più sorprendenti, essa ha custodito anche un patrimonio intangibile, in campo musicale: un repertorio molto ricco e vario, ma purtroppo poco conosciuto». Con la collaborazione di un musicista straordinario, che è anche un carissimo amico, il suonatore di duduk Haïg Sarikouyoumdjian, Savall ha trascorso parecchi mesi di studio e di lavoro decifrando i segreti di queste musiche antiche e bellissime, ascoltando delle vecchie registrazioni e ricercando le chiavi “segrete” d’accesso allo stile e al carattere di ciascuna di queste musiche.

«Senza emozione non c’è Memoria - conclude Savall - senza Memoria non c’è Giustizia, senza Giustizia non c’è Civiltà e senza Civiltà l’essere umano non ha futuro». Da più di quarant’anni Jordi Savall fa conoscere al mondo meraviglie musicali cadute nell’oscurità dell’oblio. Dedicatosi alla ricerca di queste musiche antiche, le studia e le interpreta, come esecutore e come direttore. Le sue attività di concertista, insegnante, ricercatore e creatore di nuovi progetti, lo collocano tra i principali artefici del fenomeno di rinascita della musica storica. Con la sua partecipazione al film di Alain Corneau “Tous les Matins du Monde” (Premio César per la migliore colonna sonora), la sua intensa attività concertistica (140 concerti l’anno) e discografica (6 registrazioni ogni anno), e con la creazione della propria casa discografica Savall ha dimostrato che la musica antica non deve necessariamente essere elitaria, e che interessa a un pubblico di ogni età ed estrazione. La sua parabola artistica è considerata uno dei motori della rinascita della musica antica, sia quella dell’Europa che quella del Nuovo Mondo e quella del Mediterraneo, ed è un riferimento primario nello studio, interpretazione, direzione e approccio a diverse tradizioni culturali in un dialogo interculturale.