Fossoli, “Requiem laico”

Un lavoro di e con Francesco Benozzo oggi in prima assoluta

CARPI. Sono tanti gli appuntamenti anche di spettacolo che si terranno oggi in occasione della ricorrenza della festa di Liberazione. In particolare significativo quello di oggi, alle 17.30, al Campo di Fossoli con l’esecuzione in prima assoluta di “Un Requiem Laico” di e con Francesco Benozzo (canto e arpa), Fabio Bonvicini (canto, flauti dritti, percussioni), Enzo Mancuso (canto, violino, chitarra) e Lorenzo Mancuso (canto, chitarra, harmonium). L'ingresso è libero. “Un Requiem Laico” è un luogo d'incontro tra quattro musicisti e cantori che operano nel mondo del canto tradizionale, dedicato ai temi della memoria e ai luoghi e alle voci che testimoniano di un passato che rimane fra noi. Non esiste una definizione unitaria di ciò che è “memoria”, essendo essa per definizione dinamica in costante ridefinizione di se stessa. In questo contesto il canto tradizionale al tempo stesso salva, protegge e passa al futuro, senza fissare il ricorso nel testo scritto e restituendo alla dimensione dell'oralità la sua funzione primaria di esplorazione del mondo e di decodificazione della complessità. Un Requiem Laico auspica e realizza una pratica della memoria per sua natura fluida, liquida e in costante ridefinizione. Il repertorio attinge alla tradizione popolare e propone brani d'autore che intendono a loro volta diventare parte di questa “tradizione che si tradiziona”. I brani rappresentano un incontro tra geografie della memoria e prospettive di ascolto tra luoghi distanti: canti tradizionali emiliani, canti di lamentazione siciliani, canti processionali e composizioni d'autore. Anche l'incontro di strumenti e di voci è un lavoro sulla tradizione che “si fa memoria”: canti melodici, canti d'improvvisazione, voci a cappella, modalità melodiche del maggio drammatico tosco-emiliano; e tra gli strumenti, l'arpa popolare, i flauti, gli strumenti a corda e a percussione del Mediterraneo orientale e molti altri. L'incontro delle voci è in primo luogo un incontro reale, fondato su affinità non casuali tra i quattro musicisti. Fossoli, a sua volta, diventa luogo privilegiato attraverso cui operare questa riflessione, al tempo stesso legata a luoghi e vicende specifiche ma allargata verso risonanze con voci e territori meno noti. Un'isola antropologica storicamente e umanamente connotata, che i quattro musicisti hanno scelto come luogo centrale dal quale muoversi.