“Amaza, amaza, trivela, trivela”: così Lion rischiò il linciaggio

La rubrica storica di Rolando Bussi: fatti e misfatti della Modena di cinquecento anni fa

Martedì 16 maggio 1531

È stato per molti giorni un gran secco, e si è fatta una processione per invocare la pioggia, e oggi piove molto e fa molto bene ai campi, tranne al fieno appena tagliato. Per la pioggia è caduto un gran pezzo del tetto della casa che il conte Guido Rangoni ha comprato da Giovanni Vignola, e Dio ha aiutato gli inquilini, che per la pioggia erano in quel momento in altre stanze: altrimenti sarebbe morti tutti.

Lunedì 22 maggio 1531

Uno spagnolo di nome Lion, che fa parte della guardia di don Pedro Zapata spagnolo Governatore di Modena per conto dell'Imperatore Carlo V, è andato in beccheria al banco di Antonio e Ludovico Dondin a chiedere della carne per conto di un altro soldato spagnolo. Non gliela hanno voluta dare, e dopo una violenta discussione lo spagnolo ha dato due ferite a Ludovico. “Subito se levò a rumore tuta la becheria - scrive il cronista Tommasino Lancellotti - e coreva dreto al ditto spagnolo per pigliarlo, e in un istante fu cridato "Carne, Carne", "Amaza, Amaza", e subito tute le boteghe furno serate e ogni homo corse ala Piaza per intendere che cosa era quella, chi con arme e chi senza arme”. Lo spagnolo “fuzì per la Piaza con li bechari dreto e altri asai et se caciò in casa del conto Andrea da Cexa e serò l'uso”. Allora è arrivato il Capitano della Piazza messer Antonio Maria Trotti di Ferrara con un suo ufficiale per prenderlo e condurlo in prigione, ma “in el menarlo g'era grande quantità de persone con arme e senza arme cridande "Amaza, Amaza" e "Trivela, Trivela", che è il simbolo di Modena. Ci furono spintoni e male parole, e l'ufficiale ha dato “una grande cortelada a traverse le spale” a Bartolomeo di Rossi, “e quando el populo vide tal acto pensò che il ditto di Rosi fuse morto, e subito saltorno adoso al ditto spagnolo, qualo s'era serato in la guarda, et ge deteno molte ferite”. Il Governatore ha fatto rinchiudere in castello Giovan Battista Bellencini, e manda a catturare altri che erano corsi in Piazza con le armi, “e alcuni ge ha fatto dare de la corda in castello”.