Vasco Rossi: "Luglio 2017: Modena Park un grande evento a Modena per i miei 40 anni di palco"

In streaming dalla sala concerti Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della musica a Roma, Assante e Castaldo intervistano Vasco Rossi si è raccontato e ha annunciato un grande concerto-evento a Modena per i suoi 40 anni di carriera.  Per l'acquisto dei biglietti: informazioni entro le prossime settimane VASCOMANIA: IL NOSTRO SPECIALE

MODENA. "Devo fare un annuncio. L'anno prossimo festegggerò i 40 anni di carriera.... E allora ho pensato di festeggiarlo con un grande evento a Modena, nel luglio  2017. La data al momento più probabile è quella di sabato 1 luglio 2017.  "Modena, Modena park tutto ritorna"" Il riferimento è alla celebre canzone di Vasco nata e ambientata a Modena dal titolo Colpa d'Alfredo, in cui cita proprio Modena .

Così nel bel mezzo della sua seguitissima intervista dal vivo all'auditorium di Roma con Gino Castaldo ed ErnestoAssante di Repubblica.it Vasco Rossi ha annunciato un grande evento che avrà Modena come cornice.

I dettagli sono in via di definizione, ma una cosa è certa Vasco Rossi ha scelto Modena per festeggiare una tappa importante della sua carriera. Nella città in cui ha vissuto tanti momenti  della sua gioventù quelli di studente al Barozzi da Dj nelle discoteche e ha mosso i primi passi da musicista.

BIGLIETTI.  La prevendita dei biglietti per il concerto sarà aperta entro le prossime settimane al massimo uno due mesi. Un evento unico di questa portata non avrà problemi a far registrare il tutto esaurito. Al momento non è dato a saperte quale sarà il costo del biglietto per il concerto. Lo show NON SARA' GRATUITO

L'area del Parco Ferrari

IL SINDACO MUZZARELLI CONFERMA: "MODENA PARK 2017, GRAZIE VASCO: VI ASPETTIAMO TUTTI"  "Sara' un evento straordinario, per cui abbiamo lavorato negli ultimi mesi con Studio's e Live Nation, e che oggi come previsto Vasco ha ufficializzato in un'intervista all'Auditorium di Roma a Repubblica", annuncia via Facebook il sindaco Gian Carlo Muzzarelli.

Che continua: "Vasco Rossi lo conosciamo tutti: un artista unico in Italia, un poeta che anno dopo anno ha ottenuto sempre piu' successo senza mai perdere la sua anima, il suo entusiasmo e la sua genuinita'. Modena festeggera' come merita una carriera unica". Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi arriveranno piu' dettagli sull'evento: intanto, "sono molto felice e sono sicuro che la mia soddisfazione e' quella di tutta la citta' per un appuntamento che sara' indimenticabile", conclude con orgoglio Muzzarelli. L'evento sarà al Parco Ferrari

MA PRIMA C'E' L'OLIMPICOVasco Rossi ha cominciato la preparazione per i quattro concerti in programma allo stadio Olimpico di Roma il 22, 23, 26 e 27 giugno. Ma intanto ieri ha annunciato un evento destinato a rimanere nella memoria del popolo del Komandante: a luglio dell'anno prossimo, a Modena, nel Modena Park. Per dare questo annuncio Vasco ha scelto «L'incontro d'autore» con Gino Castaldo ed Ernesto Assante organizzato  all'Auditorium Parco della Musica di Roma.

Inutile dire che la sala che ospitava l'incontro era gremita di un pubblico di fan che ha regalato alla conversazione l'atmosfera di un concerto. Inevitabili, nelle due ore di colloquio che, come sua abitudine, Vasco ha affrontato con diretta sincerità, ironia e un piacevole atteggiamento a metà strada tra il padre e il fratello maggiore nei confronti del pubblico, i riferimenti agli inizi della carriera, tutt'altro che facili ma oggi, col senno del poi, pieni di episodi esilaranti.

PIAZZA MAGGIORE. «La prima volta sul palco è stata a piazza Maggiore a Bologna: Lucio Dalla aveva organizzato una cosa con gli Stadio, che erano la sua band dell'epoca e che sono sottovalutati dalla critica. Alla fine gli Stadio non vennero più, io chiamai alcuni amici tra cui Maurizio Solieri, Massimo Riva (standing ovation al suo nome) ai bonghi c'era Guido Elmi (il suo storico produttore). Eravamo più gente sul palco che tra il pubblico».

LA PRIMA VOLTA SUL PALCO? ERAVAMO DI PIU' SOPRA CHE SOTTO AD ASCOLTARE

LA BOCCIOFILA. Poi vengono i ricordi di una serata in cui dalla platea gli tiravano le freccette, un concerto acustico in una bocciofila di Ventimiglia, le esibizioni ai festival dell'Unità con gli annunci che facevano concorrenza alla musica e una serata in un night in cui la fine del primo brano fu accolta da un silenzio glaciale, rotto dalla voce del batterista che in dialetto commentò «un gran success ...».

«Non mi sento all'altezza di quello che vedete voi - ha detto ai fan - oggi sono qui in rappresentanza del mito», poi a una voce che dalla platea gli ha urlato «sei il dio dell'amore» ha replicato: «caso mai il diavolo». Oggi Vasco ascolta molto metal ma è cresciuto «con i cantautori degli anni '60 e '70, con un'ammirazione particolare per De Andrè e De Gregori».

ROCK ITALIANO. «La mia grande soddisfazione è stata dare credibilità al rock italiano, ho capito che dovevo trovare un linguaggio più diretto di quello usato dai cantautori per arrivare al pubblico. Così ho scoperto che la storia di una canzone non necessariamente va raccontata per intero, si possono lasciare spazi vuoti che vengono riempiti dall'immaginazione del pubblico». Il rock per lui «rimane provocazione, sberleffo: 'Siamo solo noi l'ho scritta di getto una notte in cui piangevo per la rabbia di essere caduto sul palco perché ero salito su una spia che si è rovesciata: parlare allora di masturbazione femminile era una provocazione». Per lui l'impegno prioritario nel suo essere artista «è fare sempre cose diverse ed essere sincero e onesto sia quando scrivo canzoni che quando sono sul palco.

Essere onesto sul palco è come denudarsi, perché in certi momenti attraverso le canzoni confessi anche le tue debolezze. Per scrivere canzoni ho rinunciato a tutto il resto».

LA MALATTIA. La malattia l'ha raccontata così: «Sono stato ricoverato sei mesi: prima non ero mai stato in ospedale e al massimo avevo avuto la febbre per tre giorni. Ho scoperto un mondo nuovo, a cominciare da quello degli infermieri che sono come gli angeli, e ho capito che dovevo chiudere con un sacco di menate. Una volta i miei concerti iniziavano il giorno prima e finivano il giorno dopo. Non bevo più. Quanto alle sigarette, non ho smesso di fumare: non ho ancora ricominciato». La politica «mi interessa, la seguo un pò come il calcio. Non mi piace l'antipolitica perché credo che questo sia un ambito molto serio. Purtroppo non esiste il partito delle rockstar».

IO E FACEBOOK. Condita di auto ironia anche la descrizione del suo rapporto con i social network: «Li ho scoperti dopo il ricovero, ero chiuso in casa e ho capito l'importanza e la potenza di Facebook e dei social. Ma ho anche scoperto che a certe gente io faccio schifo. Mi ero abituato al pensiero che tutti mi volessero bene. A qualcuno ho anche risposto: non sapevo ad esempio che sotto i video di Youtube ci fossero i commenti. Ce n'era uno che diceva: ti venga un ictus, vecchio drogato di merda. Gli ho scritto: sull'ictus sono d'accordo perché esistono modi di morire molto peggiori, vecchio ci può stare, drogato ... ho fatto le mie esperienze, si può discutere sul 'di merdà».

LA REALTA' E LE ILLUSIONI

A CASA DI MARCO PANNELLA

E dopo l'intervista e il bagno di folla, Vasco Rossi è andato in visita da Marco Pannella. Il Blasco, che era insieme al direttore del Tg5  Clemente Mimun, è arrivato a casa del leader radicale, nel centro della città, intorno alle 18.30 e si è fermato con lui circa un'ora.

All'uscita, sempre accompagnato da Mimun, Vasco Rossi, jeans scuri, giubbotto di pelle, cappellino nero e occhiali, è risalito subito in macchina. In mano la rock star aveva un libro, "Sos Stato di diritto". Il volume, pubblicato da Reality Book e curato da Matteo Angioli, raccoglie gli interventi pronunciati in occasione della conferenza internazionale "Universalità dei diritti umani per la transizione verso lo Stato di Diritto e l'affermazione del diritto alla conoscenza" organizzata dal Partito Radicale lo scorso luglio al Senato della Repubblica.