Carpi. Nel “Mappamondo” di Enrico Zanella tra il jazz e l’Oriente

Il jazz che si fonde con la world music e con le atmosfere orientali, collegando luoghi e culture lontane che diventano sempre più vicine. Si presenta così “Mappamondo”, ultimo progetto che...

CARPI. Il jazz che si fonde con la world music e con le atmosfere orientali, collegando luoghi e culture lontane che diventano sempre più vicine. Si presenta così “Mappamondo”, ultimo progetto che porta le firma di Enrico Zanella di Rovereto che, alle 20.30 di stasera, verrà presentato in anteprima nazionale presso la Cooperativa Nazareno di Carpi. Il disco si avvale della presenza di Giovanni Po alla chitarra ritmica, Matteo Zucconi al contrabbasso e Simone Valla al sax e clarinetto. Hanno partecipato anche altri musicisti: Andrea Burani, Giorgio Nonnato, Max Fischer, Massimiliano Tagliata e i membri dell’orchestra “Cantieri d’Arte”. Una commistione di stili, di universi e di tradizioni: “Mappamondo” nasce da un'approfondita ricerca e si caratterizza di un sound unico. Il disco riflette il pensiero concreto di un mondo che, benché diverso in ogni suo angolo, diventa sempre più piccolo con tempi e distanze che si annullano. Il progetto comprende sette composizioni originali, eseguite dall’Enrico Zanella Group, che permettono a chi le ascolta di poter viaggiare con la fantasia attraverso i luoghi più nascosti e disparati della terra. «Il Mappamondo – spiega Enrico Zanella - è un simbolo adatto a esprimere il senso di restringimento dei confini tra Paesi anche lontani: un piccolo oggetto che permette con un solo colpo d'occhio la visione globale del mondo intero. Così, con mezzo giro di palla, mi ritrovo idealmente a fantasticare su un luogo che non ho mai visitato fisicamente ma che non mi sembra così lontano».

Mappamondo nasce dalle tue esperienze di viaggio?

«Negli anni formativi ho fatto qualche viaggio. Sono stato a Los Angeles per un breve periodo di studi musicali, poi sono stato a Siviglia dove ho studiato con alcuni musicisti locali e nel disco vengono fuori tutte le esperienze che ho fatto».

Perché questo titolo?

«Quando la musica era già stata scritta dovevo trovare un titolo che fosse adatto a rappresentare l'idea di base, dei confini che si restringono. Oggi la società è multietnica e conviviamo con popoli e culture diverse. Quindi, ho notato un mappamondo che avevo in casa ed ho pensato che in un colpo d'occhio si riusciva a scoprire il mondo».

Ascoltando la tua musica si può viaggiare con la fantasia.

«Spero di si perché sarebbe uno degli obiettivi raggiunti».

Questo progetto arriva a 3 anni da “I bambini non sanno”. Ti sei preso del tempo.

«Scrivere un disco e come realizzare un romanzo. Bisogna prendersi il tempo necessario per capire cosa si ha da dire studiando ogni dettaglio».

Nicola Calicchio