Il giorno della memoria, un recital al teatro Comunale di Modena

Un'immagine simbolo per il Giorno della Memoria che si festeggia il 27 gennaio

Appuntamento al teatro Comunale di Modena per il Giorno della Memoria. Con gli Amici della Musica un concerto con Adm Ensemble e gli interventi di Walter Veltroni, Alberto Cavaglion e Diana Hobel

MODENA. “Contro il giorno della Memoria” è il titolo del concerto di sabato 21 gennaio alle 21, al Comunale Pavarotti. Prodotto dagli Amici della Musica di Modena in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale di Modena, il concerto trae spunto dall'omonimo pamphlet di Elena Loewenthal, “Contro il Giorno della Memoria” (Add editore, 2014), un saggio critico e rigoroso che si interroga sulla plausibilità e l'opportunità di questa ricorrenza istituita nel 2001.

A dar voce alle parole della Loewenthal l'attrice Diana Höbel, da cui partiranno le riflessioni critiche, politiche e storiche, di Walter Veltroni e Alberto Cavaglion entrambi ospiti del Comunale. Il programma musicale, legato ai concetti di memoria e dialogo, presenta musiche di compositori d’oggi (Straffelini, Comitini, Rastelli e Haas), nate da rielaborazioni e “metamorfosi” di brani originali di Bach (Variazioni Goldberg), Desprez (Missa l'homme armé), Orlando di Lasso e Barbara Strozzi. La direzione artistica del concerto è di Claudio Rastelli, con la collaborazione registica di Giulio Costa; esegue l’Ensemble AdM Soundscape, diretto da Giovanni Paganelli, con la partecipazione del flautista Tommaso Rossi.

Maestro Rastelli, quest'anno il Concerto della Memoria e del Dialogo ha un titolo che sembra una provocazione...

«Non è una provocazione, ma una citazione dal pamphlet della Loewenthal. Noi non abbiamo nessun atteggiamento provocatorio con questo concerto, e non lo abbiamo mai avuto nel passato. Cerchiamo, invece, quest'anno di offrire contenuti culturali di valore e cerchiamo di condividerli con il pubblico perché ci sembrano importanti».

Allora perché “contro”?

«La Loewenthal riflette sul giorno della memoria e su cosa è diventata questa ricorrenza, è critica sulla spettacolarizzazione del giorno della memoria e degli eventi che spesso portano il sottotitolo “per non dimenticare” o “affinchè non succeda mai più”. Lei sostiene che queste siano frasi vuote perché non è il giorno della memoria che farà sì che non capiti più l'orrore della Shoa, ma sarà merito del caso. Non solo, ma dice anche che il fatto che sia già successo non significa che non succederà più, anzi essendoci un precedente questo potrebbe alleggerire il fatto che possa accadere di nuovo. La sua è una riflessione su come sia stato permesso tutto quello che è accaduto».

Sul palco, oltre ai musicisti ci saranno anche due ospiti che parleranno, Walter Veltroni e Alberto Cavaglion?

«Ci saranno tre presenze, quella della Loewenthal, che è una presenza assenza, in quanto non sarà presente fisicamente, e due presenze effettive, appunto Veltroni e Cavaglion. La Loewenthal dà il la a queste riflessioni con la voce dell'attrice Diana Höbel, mentre agli altri due abbiamo chiesto di fare due interventi a partire dal testo della Loewenthal. Non è un dibattito, ma solo un momento di riflessione. Veltroni è stato scelto perché è molto rappresentativo come politico sul giorno della memoria, mentre Cavaglion è uno storico della cultura ebraica e fa parte del comitato scientifico di Villa Emma».

Ricordiamo anche “Gli ebrei sono matti” spettacolo del Teatro Forsennato di Dario Aggioli dedicato alla memoria dello psichiatra Ferruccio Di Cori, emigrato negli Usa, divenuto poi consulente dell’Actors Studio. Al Teatro Drama di Modena (via Buon Pastore), domenica 22 gennaio, alle 18.